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L'adesione della Comunità europea alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo

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Anteprima della tesi: L'adesione della Comunità europea alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, Pagina 6
 8 
1.2. La giurisprudenza della Corte di Giustizia delle Comunità europee 
Il tema della protezione giudiziaria dei diritti dell’uomo nella Comunità attraversa tutta la 
giurisprudenza della Corte di giustizia, dai suoi primi passi come Corte CECA, sino ai nostri giorni. 
Esso accompagna e segna l’evoluzione della comunità nel suo insieme, fornendo un indice molto 
prezioso per l’osservatore che cerchi di analizzare la sua struttura politica e costituzionale26. 
Tale protezione giudiziaria si è resa necessaria poiché i trattati di Parigi e di Roma, carte costituzionali 
della comunità, non contengono alcun catalogo di diritti fondamentali. Nelle loro versioni d’origine, non 
è presente nessun riferimento a questo argomento: semplicemente, essi garantiscono alcuni diritti 
specificamente economici nel trattato CE e diritti legati alla cittadinanza dell’Unione nel trattato UE. 
Essendo la Comunità europea una comunità di diritto, essa offre delle garanzie di sicurezza giuridica: 
l’articolo 164 del trattato dispone che la Corte di giustizia “assicura il rispetto del diritto 
nell’interpretazione e nell’applicazione del […] trattato”. Questa esigenza è rafforzata dall’articolo 173 
che dispone che la Corte “esercita un controllo di legittimità sugli atti adottati congiuntamente da 
Consiglio e Commissione […] che non siano raccomandazioni o pareri”. Il trattato offre ugualmente 
delle garanzie procedurali nell’articolo 167 relativo all’indipendenza della Corte, o ancora nell’articolo 
166 sullo statuto dell’avvocato generale. L’articolo 215 infine, prevede che, in materia di responsabilità 
non contrattuale, la comunità debba riparare, comunemente ai principi generali comuni agli Stati 
membri, i danni causati dalle sue istituzioni o dai suoi agenti nell’esercizio delle loro funzioni. 
Ma se queste disposizioni meritano di essere sottolineate, esse non possono bastare ad assicurare 
una protezione soddisfacente dei diritti dell’uomo nell’ordine giuridico comunitario, e cioè a garantire 
un livello di protezione almeno equivalente a quello offerto a livello nazionale da ciascuno degli Stati 
membri. Il problema della protezione dei diritti fondamentali nella comunità non poteva così mancare 
di porsi nel momento in cui le istituzioni cominciavano ad attivare i poteri che erano stati loro attribuiti 
e prendevano misure suscettibili di ledere gli interessi dei cittadini. 
Davanti all’inquietudine delle giurisdizioni nazionali, la Corte di Giustizia ha adottato per diverso tempo 
una posizione puramente difensiva in materia di diritti dell’uomo 27 , se non addirittura di netta 
chiusura28: ogni volta che le veniva sottoposto il problema della conformità di una misura comunitaria 
con un diritto dell’uomo garantito sul piano nazionale, essa si limitava a difendere l’autonomia del 
diritto comunitario affermando che quest’ultimo non poteva essere invalidato sulla base del diritto 
interno 29 . E’ sintomatica di questo ragionamento la sentenza resa il 15 luglio 1960, affare dei 
Comptoirs de Vente du Charbon de la Ruhr. Le imprese ricorrenti contestavano una regolamentazione 
                                                           
26
 F. MANCINI e V. DI BUCCI, Le développement des droits fondamentaux en tant que partie du droit communautaire, Collected 
courses of the academy of European Law, 1990, Vol. I–1, Dordrecht- Boston-London, 1991, p. 35. Gli autori sottolineano come 
l’esistenza di un meccanismo di protezione dei diritti fondamentali sia diventato uno degli attributi essenziali di una democrazia 
moderna e come esso, da limite posto al potere dello Stato, si sia trasformato in strumento di legittimazione della sua sovranità.  
27
 G. COHEN JONATHAN, Les droits de l’homme dans les Communautées européennes, Mèlanges Einsenmann, Paris, 1977, 
p. 407: “La Cour de Luxembourg ha adopté pendant longtemps une position purement défensive, assez logique sans doute, 
mais limitée, sans imagination”. 
28
 Questo il parere di F. MANCINI e V. DI BUCCI, Le développement…, op. cit., p. 35.   
29
 P. PESCATORE, Les droits de l’homme…, op. cit., p. 637. 

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Informazioni tesi

  Autore: Maria Teresa Capula
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Università degli Studi di Sassari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Stefania Bariatti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 88

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