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L'investimento nel capitale umano e il ruolo dell'istruzione: aspetti micro e macro

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Questo metodo, introdotto per la prima volta da Ernst Engel
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, si fonda sul principio 
che il valore monetario dell’individuo, corrisponde all’ammontare della sua 
produzione, vale a dire “allevamento”, mantenimento, formazione.  
L’ipotesi fondamentale su cui poggia tutto il modello è che il valore dell’uomo 
(capitale umano) tende ad eguagliare il suo costo di produzione, cioè le spese 
necessarie per farlo giungere al mercato del lavoro come soggetto produttivo. 
Engel, nel 1883, sulla base dei bilanci famigliari prussiani, ipotizzò che i costi 
annuali crescessero secondo una progressione aritmetica del 10% dalla nascita fino 
alla fine dello sviluppo, considerata 26 anni per l’uomo e 20 per la donna. 
Pur non entrando nei particolari tecnici del modello coniato da Engel, è opportuno 
precisare che l’“allevamento” di un individuo di una determinata età viene 
individuato sulla base dei consumi sostenuti (da altri) in un dato anno per 
alimentarlo, istruirlo e mantenerlo in tutti gli aspetti della sua esistenza.
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Il metodo retrospettivo trova una naturale applicazione nel campo attuariale, in 
particolare nella valutazione dei premi sulle assicurazioni, per la stima dei costi per 
prevedibili malattie e morte  prematura. 
Oltre ai numerosi limiti dell’approccio retrospettivo, tra i quali l’obsolescenza delle 
scale di equivalenza e la mancata differenza per le varie categorie professionali, C. 
Dagum, di cui si parlerà successivamente nel presentare i metodi statistici, ne 
individua due più sostanziali riguardanti i seguenti aspetti: a) il metodo retrospettivo 
non fa riferimento ai costi sociali sostenuti dalla collettività nella stima del capitale 
umano, come gli investimenti pubblici in istruzione; b) nella stima del costo del 
capitale umano, tale modello trascura variabili come i condizionamenti ambientali, la 
condizione sociale e culturale dei genitori e della famiglia a cui appartengono gli 
individui soggetti dell’analisi, quali il grado di istruzione e lavoro dei genitori, 
l’ambiente culturalmente stimolante, ecc., e il beneficio “genetico” degli individui 
alla società, ossia le condizioni di salute, la motivazione, ecc. 
Il maggior limite di tale metodo è individuato nel fatto che esso non stima il capitale 
umano, ma fornisce solo una valutazione del suo costo di formazione. 
                                                 
16
 E. Engel, Der Wert des Menchen, Leonhard Simion Verlag, Berlin 1883. 
17
 G. Vittadini e P. Lovaglio, “Fattori…”,op. cit., pp. 49-52. 

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Informazioni tesi

  Autore: Rosaria Faina
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze delle pubbliche amministrazioni
  Relatore: Sergio Cesaratto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 140

FAQ

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