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L'oro al tempo della crisi: bene rifugio o grande inganno?

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Anteprima della tesi: L'oro al tempo della crisi: bene rifugio o grande inganno?, Pagina 7
GRADUATE’S DIPLOMA IN BANKING AND FINANCE 2016 
 
 
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- Giacimenti primari o nativi quando si è in presenza di vene o filoni che attraversano formazioni 
rocciose di quarzo aurifero o di altri solfuri minerali; 
- Giacimenti secondari quando le pagliuzze e i filamenti aurei sono reperibili nei sedimenti, cioè 
nelle sabbie e nelle ghiaie dei letti fluviali, che trovano continua alimentazione dalla lenta 
disgregazione di rocce contenute nei filoni. Durante il trasporto da parte dell’acqua, questi 
sedimenti auriferi vengono liberati, andando ad accumularsi sui fondali di torrenti e rigagnoli; 
Sia l’oro estratto dai filoni rocciosi sia quello dei giacimenti secondari, NON è mai del tutto puro da 
un punto di vista chimico in quanto si presenta in lega naturale con altri minerali. 
 
UNITÀ DI MISURA: CARATI E ONCE  
L’unità di misura per esprimere la purezza dell’oro è il carato, termine che proviene dall’arabo qerat 
e a sua volta dal termine greco kerátion, diminutivo di kéras (seme di carruba), un tempo utilizzato 
come unità di riferimento per la massa. L’oro a 24 carati è allo stato puro: in gioielleria viene invece 
utilizzato con una purezza non superiore ai 18 carati. Questo avviene per questioni pratiche, infatti 
una proporzione superiore di oro ne renderebbe difficoltosa la lavorazione perché l’oro allo stato 
puro è troppo tenero. Per questa ragione, viene lavorato congiuntamente con altri metalli: per 
esempio l’oro verde è composto dal 75% di oro, dal 12,5% da argento e dal 12,5% da rame.  
Parallelamente al carato, utilizzato principalmente negli Stati Uniti, in Europa si è diffusa la 
misurazione dell’oro in millesimi che indicano le parti d’oro puro contenute nel metallo su base 
millesimale (12 carati corrisponderanno quindi a 500‰ e 24 carati ad almeno 999‰). Un carato 
quindi corrisponde a 41,666 millesimi di grammo d’oro nella lega. 
 
L’unità di misura ufficiale per il peso dell’oro è l’oncia troy che è pari a 31,103476 grammi. Utilizzata 
già dall’impero britannico
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, è oggigiorno la misura internazionale per il peso di metalli preziosi, 
gemme e polvere da sparo. Il suo nome deriva dal medio-franco alterato unce, a sua volta dal latino 
uncia e quindi da unu cioè uno. Il nome troy, invece, potrebbe derivare dalla città francese di Troyes, 
dove veniva utilizzata in epoca medievale come riferimento per le misurazioni ponderali nella locale 
fiera cittadina. 
 
USI E APPLICAZIONI DELL’ORO  
L’oro, grazie alle sue svariate proprietà ed al suo alto potenziale, viene attualmente utilizzato in 
molteplici attività: 
- L’oro è un metallo molto richiesto in ambito industriale per via della sua elevata resistenza alla 
corrosione e della sua alta conduttività termica ed elettrica, in particolare nel settore elettronico 
(apparecchi per telecomunicazioni, motori jet, computer, etc.); 
                                                      
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L’oncia troy era utilizzata in Gran Bretagna nel settore privato già attorno al 1400, ma a partire dal 1527 venne 
adottata anche per le coniature.

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L'oro al tempo della crisi: bene rifugio o grande inganno?

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Informazioni tesi

  Autore: Alessio Viganò
  Tipo: Tesi di Master
Master in Banking and Finance
Anno: 2016
Docente/Relatore: Nadir Rodoni
Istituito da: Centro di Studi Bancari - Villa Negroni - Lugano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 108

FAQ

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moneta
oro
bene rifugio
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