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La brevettabilità delle invenzioni aventi ad oggetto cellule staminali

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Anteprima della tesi: La brevettabilità delle invenzioni aventi ad oggetto cellule staminali, Pagina 10
57 
 
posto in essere da un artigiano in casi di emergenza
256
. Circostanza, questa che fa 
propendere per una valutazione di tale requisito in chiave comparatistica, cioè pensando 
a quale utilizzo si voglia fare dell’ invenzione. 
Una volta che il brevetto sia rilasciato, poi, ciò non implica per forza l’ uso del 
trovato oggetto dello stesso, che potrà essere modulato e limitato da norme estranee al 
sistema brevettuale, così come avviene per farmaci o armi, invenzioni sicuramente 
brevettabili ma non utilizzabili liberamente
257
. La concessione del brevetto attiene solo 
ed esclusivamente al regime di produzione e commercializzazione e non riguarda l’ 
autorizzazione o meno all’ uso dell’ oggetto del brevetto. Come disposto al 
Considerando 14 della Direttiva 44/98/CE, “un brevetto non autorizza il suo titolare ad 
attuare l’ invenzione, ma si limita a conferirgli il diritto di vietare a terzi lo sfruttamento 
commerciale di tale trovato”; si precisa, inoltre, che “il diritto dei brevetti non si 
sostituisce alle norme che impongano certi limiti all’ utilizzazione e 
commercializzazione degli elementi brevettati per garantire esigenze di sanità pubblica, 
sicurezza, tutela dell’ ambiente, protezione degli animali, conservazione della diversità 
genetica”. Il diritto dei brevetti riconosce semplicemente un sistema di remunerazione 
agli inventori che apportino evoluzioni nello stato della tecnica, apparendo così uno 
strumento inadatto per valutare le esigenze etiche fonti di “ambiguità e contenzioso”
258
. 
Si conferma in tal modo la “neutralità morale” del brevetto: introdurre nuove ipotesi di 
esclusione dalla brevettabilità non riduce certo gli aspetti negativi del progresso 
tecnico
259
. La verifica finalizzata all’ emanazione del brevetto, infatti, se utilizzata per 
reprimere certi comportamenti, potrebbe finire per danneggiare ingiustamente chi voglia 
sviluppare e affermare le proprietà utili di un certo trovato e attribuirebbe all’ Ufficio 
Europeo Brevetti il “ruolo di interprete della coscienza etica collettiva”
260
. 
Per quel che riguarda le invenzioni biotecnologiche, l’ art. 81 quinques c.p.i. 
contiene alcuni esempi di invenzioni la cui brevettabilità è esclusa in quanto carenti del 
requisito di liceità e, quindi, contrarie ad ordine pubblico e buon costume, esattamente 
come è stabilito, a livello europeo, dall’ art. 6 della Direttiva. In base al Considerando 
39 “l’ ordine pubblico e il buon costume corrispondono ai principi etici o morali 
riconosciuti in uno Stato membro, i quali devono essere tenuti in conto per completare 
le verifiche ordinarie del sistema brevettuale”, soprattutto in relazione alle invenzioni 
biotecnologiche, che presentano una correlazione con la materia vivente e sono quelle 
dotate delle più ampie potenzialità applicative. Il Considerando 38, poi, chiarisce che l’ 
elenco indicativo e aperto di quelle invenzioni contrarie all’ ordine pubblico e al buon 
costume è stato redatto al fine di indirizzare meglio i giudici e gli uffici brevettuali 
nazionali nell’ interpretazione di questi concetti limitanti. 
Il giudizio di liceità, in ogni caso, non può limitarsi ad una sola verifica circa la 
rispondenza del brevetto a certe sensibilità sociali, ma deve farsi carico di una 
                                                 
256
 S. BERGIA, Commento all’ art. 50 C.p.i., in A. VANZETTI (a cura di), Codice della proprietà 
industriale, Giuffrè, Milano, 2013, p. 686 
257
 G. FLORIDIA, Il riassetto della proprietà industriale, Giuffrè, Milano, 2006, p. 264 ss. 
258
 G. AGLIALORO, Il diritto delle biotecnologie, Giappichelli, Torino, 2006, p. 31 
259
 G. AGLIALORO, Il diritto delle biotecnologie, Giappichelli, Torino, 2001, p. 107 
260
 S. BERGIA, Commento all’ art. 50 C.p.i., in A. VANZETTI (a cura di), Codice della proprietà 
industriale, Giuffrè, Mialno, 2013, p. 687
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La brevettabilità delle invenzioni aventi ad oggetto cellule staminali

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Informazioni tesi

  Autore: Sara Foschi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Alberto Musso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 160

FAQ

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Parole chiave

biotecnologie
salute
brevetto
corte di giustizia
invenzioni
cellule staminali
embrioni
proprietà industriale
dignità umana
direttiva 44/98

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