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La comunanza del velo nella tradizione ebraica, cristiana, islamica.

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Anteprima della tesi: La comunanza del velo nella tradizione ebraica, cristiana, islamica., Pagina 4
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1.1 Il velo nelle sacre scritture 
 
 La Bibbia ebraica è, tra i testi sacri delle religione monoteiste, l’opera che utilizza 
maggiormente il termine “velo”. Si possono suddividere i riferimenti al velo contenuti 
nella Bibbia in quattro tipi:  
 ξ  il velo della donna (Genesi, Cantico dei Cantici, Isaia, Ezechiele e Daniele) ;  
 ξ  il velo di Mosè (Esodo); 
 ξ  il velo del tempio ( Esodo, Levitico, Numeri e Primo libro dei Maccabei); 
 ξ  il velo come separatore, inteso sia in senso materiale che simbolico (Esodo, 
Numeri, Giobbe, Isaia, Ezechiele ed Ester). 
Non essendo l’obiettivo principale di questo lavoro, dei ventitrè versetti biblici che 
contengono il termine “velo”, sono stati scelti i più significativi. L’uso del velo sarà 
presentato nelle prossime righe seguendo l’ordine storico dei testi. 
 La prima attestazione della parola velo si riscontra in due differenti capitoli del 
Libro della Genesi. Entrambi i versetti si riferiscono alla donna. Nel primo si narra la 
storia di Rebecca, promessa sposa ad Isacco. Dopo aver lasciato la sua famiglia, Rebecca 
è accompagnata dalle sue ancelle, dalla nutrice e da un servo verso la dimora del futuro 
marito e, non appena lo scorge in lontananza, si copre il volto. Si sarebbe rivelata a lui in 
tutta la sua bellezza soltanto dopo le nozze. 
«Alzò gli occhi anche Rebecca, vide Isacco e scese subito dal cammello. E 
disse al servo: “Chi è quell’uomo che viene attraverso la campagna 
incontro a noi?”. Il servo rispose: “È il mio padrone”. Allora essa prese il 
velo e si coprì.» (Gen 24, 64-65) 
 
La seconda vicenda interessa Tamar la nuora di Giuda. Era morta da poco la figlia che 
Giuda aveva avuto con la moglie Sua e Tamar decide di donargli un altro figlio così, 
abbandonati i suoi abiti si traveste da prostituta ponendo un velo sul viso. Tamar lo fa 
con lo scopo di celare il suo volto e rendersi irriconoscibile al suocero. Il pezzo recita:  
«Fu portata a Tamar questa notizia: “Ecco, tuo suocero va a Timna per la 
tosatura del suo gregge”. Allora Tamar si tolse gli abiti vedovili, si oprì con 
il velo e se lo avvolse intorno, poi si pose a sedere all’ingresso di Enaim, 
che è sulla strada per Timna. (…)». (Gen 38, 14) 
 
Nel primo e nel secondo caso il velo che le due donne pongono sul loro viso è uno   ףיעָצ 
(za’if).  Mentre alcuni termini presenti nella Bibbia sono caduti in disuso, questa parola è 
stata tramandata dall’ebraico biblico a quello moderno e ancora oggi si traduce 
letteralmente con la parola “velo”. 

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Informazioni tesi

  Autore: Diana Fraccaro
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e letterature straniere
  Relatore: Mario Nordio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 48

Questa tesi è disponibile nelle seguenti traduzioni:

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