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La condizione delle detenute madri nell'ordinamento giuridico italiano

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Anteprima della tesi: La condizione delle detenute madri nell'ordinamento giuridico italiano, Pagina 6
11 
 
Per esigenze di sicurezza e disciplina e nei limiti previsti dalla legge, è possibile 
utilizzare misure aggiuntive che tuttavia devono rappresentare un’eccezionale mezzo 
utilizzato in caso di necessità. Inoltre è fondamentale che vi sia l’impegno di 
mantenere i rapporti familiari ed affettivi con l’unico scopo di irrobustirli e 
alimentati positivamente
12
. 
Al carcere, specie nell’ottica della pena detentiva come extrema ratio, sono ormai 
chiaramente riconosciute anche finalità rieducative e non puramente punitiva ed 
afflittiva: si tratta di istanze che, muovendo dall’art. 27 Cost., hanno trovato poi 
concreta attuazione nel sistema delle misure alternative alla detenzione come 
modello di esecuzione della pena
13
. Infatti, l’applicazione della custodia cautelare in 
carcere è esclusa in maniera automatica
14
 ma al contrario è fondata su una 
valutazione del giudice che deve tenere conto di tutte le altre misure applicabili, 
prima di giungere a quella che priva il soggetto della libertà personale. 
 Il magistrato quindi dovrà guardare alla gravità del reato, alla pericolosità del 
soggetto, alla condotta tenuta, ad un eventuale pericolo di fuga, pericolo che dovrà 
essere sempre supportato da elementi concreti ed attuali. Inoltre, con l’obbligo fatto 
al giudice di motivare la misura da lui applicata, si manifesta l’iter logico-giuridico 
che ha portato il giudice alla decisione, neutralizzandone quasi del tutto l’arbitrarietà.  
 Il coinvolgimento italiano, anche a livello politico non è stato assente, l’idea di 
creare un sistema qualitativamente valido si è materializzata con diverse proposte di 
                                                        
12
 Cfr. Le Regole penitenziarie europee, adottate con Raccomandazione R (2006) 2 del Comitato dei 
Ministri del Consiglio agli Stati membri sulle Regole penitenziarie europee (Adottata dal Consiglio 
dei Ministri l’11 gennaio 2006, in occasione della 952esima riunione dei Delegati dei Ministri). 
13
 Così Corte cost., 7-21 luglio 2010, n. 265 in www.cortecostituzionale.it. « La disciplina della 
materia debba essere ispirata al criterio del "minore sacrificio necessario" (sentenza n. 299 del 2005)», 
dovendo «la compressione della libertà personale dell'indagato o dell'imputato (essere) contenuta 
entro i limiti minimi indispensabili a soddisfare le esigenze cautelari riconoscibili nel caso concreto»;. 
C. FIORE, Diritto penale, Torino, Utet, 1997, vol. II, p. 209; T. PADOVANI, La sopravvivenza del 
Codice Rocco nella “età della codificazione”, in La questione criminale, 1981, p. 97 «A volte, interi 
settori normativi tradizionalmente propri della “parte generale” trasmigrano in testi particolari, 
soggetti a logiche non sempre armonizzabili con quella delle superstiti disposizioni del codice: è il 
caso delle misure alterative alla detenzione contenute nell’ordinamento penitenziario»; G. MOSCONI, 
Riferimenti per un’alternativa reale al carcere, in Dei delitti e delle pene, n. 2, 1986, pp. 277 ss.; S. 
MOCCIA, Il diritto penale tra essere e valore, Napoli, Esi, 1992, p. 101, importante il paradigma 
risocializzante delle misure alternative alla detenzione in quanto, essendo rivolte al singolo detenuto 
sottolineano la finalità sociale e preventiva tramite la fiducia, una riabilitazione sociale che si 
sostanzia nell’esclusione del soggetto dal luogo penitenziario; G. CATELANI, Manuale dell’esecuzione 
penale, Milano, Giuffrè, 2002, p. 319 e ss.; 
14
 L’applicazione automatica della misura cautelare in carcere è prevista in ipotesi tassative previste 
dalla legge, rappresenta un’eccezione alla regola del carcere come extrema ratio e sono i casi di 
associazione mafiosa (art.416 bis c.p.), associazione sovversiva, terroristica ed internazionale 
(artt.270-270 bis c.p.).

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La condizione delle detenute madri nell'ordinamento giuridico italiano

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Informazioni tesi

  Autore: Adriana Caforio
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Antonella Massaro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 178

FAQ

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