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La cooperazione decentrata tra Italia e Brasile. Il programma 100 città per 100 progetti

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materia di cooperazione decentrata allo sviluppo e di sostegno ai processi di 
internazionalizzazione economica territoriale, mentre Regioni, Province e Comuni 
mostrano il loro progressivo impegno attraverso l’istituzione di appositi Uffici. 
Il nuovo approccio di tipo decentrato permette una comunicazione tra 
soggetti istituzionali, sociali ed economici diversi, esaltandone le diverse 
caratteristiche, basandosi sull’asse portante del territorio.
35
 
Nel 1993 viene adottata la legge n. 68
36
 che, all’art. 19, individua 
l’Associazione nazionale dei Comuni italiani (ANCI) e l’Unione delle Province 
italiane (UPI) quali “soggetti idonei a realizzare programmi del Ministero degli 
Affari Esteri relativi alla cooperazione dell’Italia con i Paesi in via di sviluppo”, 
autorizza la DGCS “a stipulare apposite Convenzioni che prevedano uno 
stanziamento globale da utilizzare per iniziative di cooperazione da attuarsi 
anche da parte dei singoli associati”, mentre attribuisce ai Comuni e alle Province 
il potere di “destinare un importo non superiore allo 0,80 per cento della somma 
dei primi tre titoli delle entrate correnti dei propri bilanci di previsione per 
sostenere programmi di cooperazione allo sviluppo ed interventi di solidarietà 
internazionale”. Ciò significa che Comuni e Province possono avere, nei loro 
bilanci di previsione, dei capitoli specifici dedicati alla cooperazione allo sviluppo 
e dunque disporre di risorse relativamente autonome. E ancora, il 31 marzo 1994, 
viene emanato il Decreto del Presidente della Repubblica sull’attività all’estero 
delle Regioni e delle Province autonome, che ne definisce caratteristiche e 
procedure.
37
 Fino a giungere alla Legge 131/2003
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 che ha permesso di sviluppare 
                                                 
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 Secondo la visione di Pinilla, la centralità del territorio come “fine” e “mezzo” per lo sviluppo 
locale è un elemento di novità introdotto dalla cooperazione decentrata. Uno sviluppo equo e 
sostenibile del territorio da tutelare anche in quanto fonte di risorse. Tale progetto deve essere 
realizzato senza ridurre l’interazione con attori nazionali e sovranazionali per la creazione di un 
partenariato tra territori del Nord e del Sud del mondo. AA.VV., La cooperazione decentrata allo 
sviluppo: riflessioni teoriche e spunti dall’esperienza della Toscana nel campo della salute 
globale, CeSPI Working Papers, 76/2010, Roma, Ottobre 2010. 
36
 Si tratta della conversione in Legge con modificazioni, del decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 8, 
recante disposizioni urgenti in materia di finanza derivata e di contabilità pubblica. 
37
 L’“Atto di indirizzo e coordinamento in materia di attività all'estero delle regioni e delle 
province autonome” pubblicato su Gazzetta Ufficiale del 19 luglio 1994, n. 167, distingue tra 
“attività promozionali all'estero” e “attività di mero rilievo internazionale”, definisce la 
“collaborazione dello Stato e degli enti pubblici con le regioni” e i “rapporti delle regioni con la 
Comunità europea”. 
38
 Legge del 5 giugno 2003, n. 131 concernente le “Disposizioni per l'adeguamento 
dell'ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3”.
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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Falbo
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale
  Relatore: Raffaele Cadin
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 144

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Parole chiave

italia
cooperazione
brasile
100 città
brasil próximo
decentrata
mirando al mundo

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