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La cooperazione decentrata tra Italia e Brasile. Il programma 100 città per 100 progetti

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un quadro normativo in cui verranno adottate numerose leggi regionali,
39
 
programmi nazionali e comunitari specifici che permetteranno, durante l’ultimo 
decennio, lo sviluppo di importanti iniziative di cooperazione decentrata, 
prevalentemente destinate al tentativo di sviluppare politiche di solidarietà, 
ricostruzione e cooperazione nell’area dei Balcani. 
In questo contesto, non possono essere dimenticati una serie di eventi 
internazionali, che sempre più hanno sottolineato il ruolo importante degli attori 
locali nelle tematiche relative allo sviluppo e che hanno permesso un’ulteriore 
discussione a proposito della cooperazione decentrata. Basti ricordare la 
Conferenza di Rio de Janeiro del 1992 su “Ambiente e Sviluppo”;
40
 quella di 
Barcellona del 1995 sul partenariato Euro-mediterraneo la cui Dichiarazione, 
fondata sullo sviluppo reciproco nell’ottica della costruzione di un partenariato 
politico, economico e umano,
41
 pone l’accento sul rafforzamento della 
cooperazione fra istituzioni regionali e locali e tra organismi della società civile 
del Nord e del Sud del mondo; l’interessamento dell’OECD-DAC circa la 
tematica del coinvolgimento degli attori locali quale elemento importante nei 
processi di sviluppo
42
; il programma multilaterale PRODERE,
43
 all’interno del 
quale si giunge ad una prima definizione chiara della cooperazione decentrata.
44
 
                                                 
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 “Nella seconda parte del 2002, solo tre delle 20 Regioni […] presenti nell'ordinamento dello 
Stato italiano, sono ancora prive di una propria legge regionale sulle attività di cooperazione allo 
sviluppo. […] Molte si presentano dotate anche di leggi che disciplinano specificamente gli 
interventi d’emergenza o quelli a favore di una cultura di pace”. Cfr., IANNI, V., Rapporto sulla 
cooperazione decentrata italiana. Peculiarità e tendenze, novembre 2002, tratto dal sito: 
http://appi.nazioniunite.it/download/rappdec_%20italia_it. pdf. 
40
 All’interno della conferenza venne sottolineato l’importanza del ruolo dei governi locali nello 
sviluppo sostenibile. 
41
 Si veda la Dichiarazione finale della Conferenza ministeriale euromediterranea di Barcellona del 
27 e 28 novembre 1995, consultabile sul sito: http://europa.eu/legislation_summaries/external_ 
relations/relations_with_third_countries/mediterranean_partner_countries/r15001_it.htm. 
42
 OECD, Participatory Development and Good Governance, Development Co-operation 
Guidelines Series n. 78840, OECD Publications, Paris, 1995, p. 11. 
43
 Programa de desarrollo para desplazados, refugiados y repatriados en Centro América, Si trata 
di un programma multilaterale avviato tra Italia, UNDP e UNOPS. 
44
 La cooperazione decentrata viene definita come: “un sistema organizzato di partenariati 
territoriali di sviluppo e solidarietà tra comunità locali del sud e del nord, che hanno lo scopo di 
far lavorare insieme i propri attori, in modo coordinato, per gli obiettivi e con i metodi dello 
sviluppo umano, sia a livello locale che cercando collegamenti a livello nazionale ed 
internazionale”. I “soggetti decentrati” protagonisti sono, in particolare, “i soggetti pubblici 
(amministratori, funzionari, tecnici, docenti, operatori ecc.) e privati (cittadini, imprese, società, 
ONG, associazioni di volontariato, cooperative, imprese sociali ecc.) che si fanno portatori 
coscienti ed attivi, nei processi di sviluppo, delle capacità e delle potenzialità delle comunità 
locali cui appartengono”. CARRINO, L., Cooperazione decentrata, partecipazione e sviluppo
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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Falbo
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale
  Relatore: Raffaele Cadin
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 144

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Parole chiave

italia
cooperazione
brasile
100 città
brasil próximo
decentrata
mirando al mundo

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