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La crisi del giornalismo nell'era digitale

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Anteprima della tesi: La crisi del giornalismo nell'era digitale, Pagina 3
12 
sono diventati divulgatori di notizie ed eventi a loro volta, sgretolando tutti i preconcetti e 
i dogmi fino a quel momento presenti e mettendo in fortissima crisi il mondo dell’editoria e 
della stampa professionista, ‘’dell’impero di carta che implode su se stesso’’, come hanno 
affermato Massimo Gaggi e Marco Bardazzi, due giornalisti rispettivamente del Corriere 
della Sera e de l ’An sa al momento della pubblicazione del loro saggio L ’u ltima notizia
28
. 
Esso si è fatto travolgere dalla rivoluzione improvvisa chiamata web 2.0, come dimostrano 
i dati di vendite dei quotidiani cartacei già a partire dal 2008, solo un anno dopo l’inizio 
della citata fase 2.0 del web; tra l’ottobre del 2008 e il marzo del 2009, infatti, negli Usa, 
nazione da dove la rivoluzione digitale ha avuto inizio, ‘’according to a survey of 395 of the 
country’s top daily newspapers, weekday circulation declined 7.1 percent’’
29
, con in 
particolare il quotidiano più autorevole del mondo, The New York Times, che ‘’Between 2006 
and 2009 it had a 45% drop in advertising revenue’’
30
, segno che nessuno, nemmeno il più 
autorevole quotidiano del mondo, può tentare di sfuggire ed evitare alla rivoluzione digitale 
in atto; anche nel Regno Unito la situazione è analoga, come testimonia un rapporto del 
2006, quindi ancora prima dell’avvento dei social media, del The Economist, in cui ‘’britons 
aged between 15 and 24 say they spend almost 30% less time reading national newspapers 
once they start using the web’’
31
, tuttavia, ‘’the big problem is that readers online bring in 
nowhere near the revenues that print readers do’’
32
. 
È questo il punto fondamentale ed il motivo principale della crisi della carta stampata: 
l’abbattimento dei profitti con la fine dell’oligopolio verticale della produzione e diffusione 
di notizie. 
Questa la dimostrazione che con il web sono stati abbattuti i costi, le impostazioni, le 
abitudini e le credenze; oggi infatti è l’utente che, se vuole, paga per avere un determinato 
servizio, nel modo che decide lui, sulla piattaforma che vuole lui, quando vuole lui e se 
vuole lui
 33
. 
Ribaltandosi completamente, questa piramide pone i soggetti in una posizione di parità o 
addirittura di sovrastamento rispetto ai giornalisti. 
È avvenuto uno ‘’shock del vecchio’’
34
, come afferma, nel 2007, all’esordio del web 2.0, David 
Edgerton, storico e professore all’Imperial College di Londra; è accaduto che i ‘’vecchi’’, gli 
‘’old media’’ sono stati travolti da uno shock improvviso che li ha lasciati spiazzati. 
 
 
28
 Gaggi Massimo, Bardazzi Marco, L’u ltima notizia, dalla crisi degli imperi di carta al paradosso d ell’ era di vetro, 
Rizzoli, Milano 2010, p.3 
29
 McChesney Robert, Nichols John, The death and life of American journalism, Nations Books, New York 2011, p.12 
30
 Ivi, p.28 
31
 https://www.economist.com/leaders/2006/08/24/who-killed-the-newspaper 
32
 Ibid 
33
 Meyer Philip, The Vanishing Newspaper, Missouri, Columbia Missouri 2004, pp.209-210. 
34
 Balbi Gabriele, Magaudda Paolo, Storia dei media digitali, rivoluzioni e continuità, Laterza, Bari 2014, p.110

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Informazioni tesi

  Autore: Alessio Luna
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Pierluigi Allotti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 29

FAQ

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Parole chiave

giornalismo
carta stampata
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notizie
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social network
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crisi del giornalismo
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