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La crisi valutaria del 1992

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Anteprima della tesi: La crisi valutaria del 1992, Pagina 3
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Nel Settembre del 1992 lo SME venne investito da una serie di forti attacchi speculativi, 
rivolti principalmente verso Italia e Inghilterra, (tanto che Lira e Sterlina uscirono dagli 
accordi) ma anche verso le altre monete europee. Infatti le uniche monete che alla fine 
del 1993 non erano state svalutate furono il Franco belga, il Franco francese (comunque 
soggetto a notevoli pressioni speculative), il Fiorino olandese, la Corona danese e, 
ovviamente, il Marco tedesco. I costi furono molto elevati: per difendere la parità, le 
banche centrali dei vari paesi “bruciarono” ingenti quantità di riserve e alzarono i tassi 
d’interesse a livelli a volte stratosferici (con conseguenze gravi per investimenti e debito 
pubblico). Importanti furono le conseguenze: sostanzialmente la crisi decretò la fine del 
Sistema Monetario e sollevò dubbi sulla effettiva possibilità di proseguire nel progetto 
di integrazione economica europea, che avrebbe dovuto portare all’Unione Monetaria. 
L’osservazione di un evento così drammatico e importante, suscitò tra gli economisti un 
acceso dibattito sull’applicabilità dei modelli di crisi valutaria elaborati fino ad allora. 
Questi, infatti, ponevano l’accento sui fondamentali economici e perciò non erano in 
grado di spiegare come mai paesi “virtuosi” come Inghilterra e Francia fossero stati 
attaccati e come mai i due governi di questi stati presero decisioni diverse (l’Inghilterra 
uscì dagli accordi, la Francia difese strenuamente la parità). Questa inadeguatezza diede 
l’impulso decisivo per l’elaborazione di una nuova tipologia di modelli (chiamati “di 
seconda generazione”) che mette in rilievo come il policy maker sia di fronte ad un 
trade- off: svalutare o mantenere la parità. Ma l’aspetto principale di questi modelli 
consiste nella spiegazione che essi riescono a fornire con riguardo agli attacchi 
speculativi rivolti anche nei confronti di paesi con fondamentali solidi: a determinarli, 
infatti, sono le aspettative del settore privato, che si possono auto realizzare.  
Senza arrivare a sostenere la sua visione ciclica della storia, credo il monito di 
Machiavelli, che sosteneva
2
 “…la istoria è la maestra delle azioni nostre…”, sia da 
tenere sempre presente: guardando con attenzione alla crisi del Sistema Monetario 
Europeo del 1992, è facile riscontrare elementi di somiglianza con la crisi che affligge 
le economie europee oggi. Proprio per questa ragione emerge chiaramente come 
l’Europa non abbia fatto del tutto proprie le lezioni del passato ma anzi, abbia ripetuto 
gli stessi errori. In questo senso, lo studio dei fatti del 1992 assume ulteriori rilevanza, 
in quanto può aiutare a capire i problemi odierni, ad analizzare i comportamenti dei vari 
                                                   
2
  In “Nel modo di trattare i popoli della Valdichiana ribellati” (1502).
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Informazioni tesi

  Autore: Filippo Clerici
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze internazionali e diplomatiche
  Relatore: Giovanni Battista Pittaluga
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 77

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