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La degenerazione del regime detentivo speciale in vendetta di Stato

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Anteprima della tesi: La degenerazione del regime detentivo speciale in vendetta di Stato, Pagina 4
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Per fronteggiare questo proselitismo dilagante, che portava anche a veri e propri 
reclutamenti da sviluppare una volta finita la pena, lo Stato rispose introducendo 
la prima esperienza codificata di sospensione delle regole di trattamento 
carcerario ordinario in situazioni di emergenza, l’art. 90
4
 della legge 
sull’ordinamento penitenziario n. 354 del 1975. Con questa disciplina, in realtà, si 
puntava ad attuare una riforma penitenziaria votata alla risocializzazione del 
detenuto e dunque attuativa del principio costituzionale di rieducazione della 
pena, di cui all’art. 27, comma 3, Cost., obbiettivo che però tradiva una debolezza 
normativa e logistico-strutturale del sistema penitenziario, dovuta rispettivamente 
alla sottovalutazione, da parte del legislatore, della gestione intramuraria dei 
detenuti pericolosi, ignorando la necessità di prevedere un trattamento 
differenziato per soggetti dotati di grande capacità a delinquere e alla 
inadeguatezza delle case di reclusione a fronteggiare il fenomeno terroristico, con 
annesse rivolte interne ed evasioni
5
. 
Pertanto, all’indomani della riforma, si ritenne necessario apporre una 
deroga allo stesso finalismo risocializzante a cui essa aspirava: con un decreto 
interministeriale del 4 maggio 1977, firmato dal Ministro di Grazia e Giustizia 
Bonifacio, dal Ministro della Difesa Lattanzio e dal Ministro dell’Interno Cossiga, 
                                                 
4
 Rubricato “Esigenze di sicurezza”, vi si leggeva testualmente che “quando ricorrano gravi ed 
eccezionali motivi di ordine e sicurezza, il Ministro per la Grazia e Giustizia ha facoltà di 
sospendere, in tutto o in parte, l’applicazione in uno o più stabilimenti penitenziari, per un periodo 
determinato, strettamente necessario, delle regole di trattamento e degli istituti previsti dalla 
presente legge che possano porsi in concreto contrasto con le esigenze di ordine e sicurezza”. 
Abrogato dalla legge n. 663 del 1986. Per un’analisi specifica della norma vedi L. CESARIS, 
Commento all’art. 90, in F. Della Casa, G. Giostra (a cura di), Ordinamento penitenziario 
commentato,  V ed., Cedam, Assago, 2015, pp. 1074-1075.   
5
 Cfr. su tali punti T. PADOVANI, Il regime di sorveglianza particolare: ordine e sicurezza negli 
istituti penitenziari all’approdo della legalità, in L’ordinamento penitenziario tra riforme ed 
emergenza (1986-93), V. Grevi (a cura di), Cedam, Padova, 1994 e L. CESARIS, Commento 
all’art. 14-bis, in F. Della Casa, G. Giostra (a cura di), Ordinamento penitenziario commentato, V 
ed., Cedam, Assago, 2015, pp. 163-164.

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La degenerazione del regime detentivo speciale in vendetta di Stato

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Informazioni tesi

  Autore: Giulio Elia
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Davide Bertaccini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 230

FAQ

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diritto alla salute
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corte europea dei diritti dell'uomo
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