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La democrazia ateniese. Un modello per la democrazia moderna

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Anteprima della tesi: La democrazia ateniese. Un modello per la democrazia moderna, Pagina 13
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dall’aristocrazia (il titolo di re alla fine del processo sussisteva occasionalmente per 
designare una magistratura o una carica religiosa, e solo in alcune parti della Grecia, 
come la Macedonia o Sparta o Micene). In alcune regioni i nobili conservarono il 
potere per un lungo periodo, trasmettendolo per via ereditaria all’interno di gruppi 
ristretti: fonte dell’autorità era allo stesso tempo la ricchezza e l’eccellenza del 
ghènos. 
                                                                                                                                                                                     
nullatenenti, la cui unica risorsa era quella di offrire il proprio lavoro come braccianti, oppure dei piccoli 
proprietari che si "infeudavano" con i nobili legandosi a loro con un vincolo di dipendenza e ottenendone in 
cambio aiuto e protezione (solo i ricchi potevano procurarsi delle armi e da loro dipendeva la difesa del popolo 
da ogni pericolo che venisse dall’esterno). In generale il principale organo di governo era il CONSIGLIO (bulè), 
che si può ben definire come il successore del consiglio dei capi delle famiglie nobili che affiancava il basilèus 
nell'età precedente: era composto da membri designati (di solito a vita) in base a metodi che variavano da pòlis a 
pòlis e praticamente governava la popolazione in quanto amministrava la giustizia e nominava e controllava i 
magistrati. Anche questi avevano un nome diverso a seconda della pòlis (un esempio su tutti: gli arconti ad 
Atene), ed il più delle volte formavano un collegio che cambiava di anno in anno. Organo secondario era 
l’ASSEMBLEA (ekklesìa), ed aveva scarso rilievo: anche se dappertutto era uso sottoporre al suo vaglio le 
decisioni importanti, questa approvazione si limitava ad una semplice ratifica di ciò che le veniva proposto (il 
motivo stava nel fatto che i cittadini che avevano diritto a partecipare all’assemblea erano in numero inferiore 
rispetto alla popolazione, e quasi sempre coincidevano con la classe dirigente, ossia coloro che appartenevano al 
consiglio). Parlando in particolare di Atene, prima di Clistene le tribù ioniche da cui derivarono quelle ateniesi 
erano quattro: gli Argadei, gli Egicorei, i Geleonti e gli Opleti. In un primo periodo anche Atene avrebbe avuto 
dei monarchi che comandavano con l’appoggio di un consiglio di anziani ed esercitavano il potere religioso, 
militare e giudiziario; avvolta nella leggenda è la figura di uno dei primi re, il mitico Teseo, tant'è vero che nei 
secoli a venire se ne venerò il culto: si racconta che fu lui a dar luogo al sinecismo fra le tribù nomadi che creò 
l'agglomerato urbano poi noto come Atene. Altro monarca illustre fu Codro, il quale si immolò contro i Dori per 
salvare la neonata pòlis. Dopo Creonte (682 a.C. circa) la monarchia poi sarebbe stata soppiantata da un regime 
aristocratico chiamato ARCONTATO. Sebbene non tutti gli storici siano concordi sulle date, si presume che esso 
ebbe nei primi periodi durata vitalizia (dal 1038 al 753 a.C.), poi decennale (dal 752 al 682 a.C.) ed infine 
annuale e poteva essere ottenuto solo una volta; era composto da 9 arconti estratti a sorte dall’elenco dei 40 
candidati: il basilèus, o arconte re , il polemarco, l'arconte eponimo ed i 6 tesmoteti (per le loro funzioni vedi § 
2.16.2.). A queste nove persone si aggiunse, con la riforma di Clistene un segretario, e il numero di candidati da 
eleggere passò da 40 a 500 (vedi infra § 1.6.); si formò così un collegio di dieci magistrati che governavano la 
pòlis ed erano assistiti da un gruppo di altri arconti non più in carica chiamato COLLEGIO DELL'AREOPAGO (dal 
nome del colle, dedicato al dio Ares, dove aveva sede): questo collegio, oltre a funzioni religiose e giudiziarie 
(era l'unico tribunale, se così lo vogliamo considerare, esistente che limitasse la giustizia privata, oltre ai rari 
interventi dell'assemblea in casi di poco conto), era fondamentalmente un "Senato" aristocratico, una camera alta 
(anche se a quei tempi non esisteva alcuna camera bassa) che dominava politicamente la vita della popolazione 
coadiuvando gli arconti in carica. Questi 9 arconti erano le prime figure di magistrature (archài) che, col passare 
degli anni, crebbero enormemente di numero: Aristotele ci informa che, dopo questi 9, nuovi magistrati furono 
creati da Solone (vedi § infra 1.5., anche se non tutti gli studiosi sono di questo parere; per le magistrature in 
generale vedi § 2.16., II. p.), mentre tutti gli altri vennero istituiti in maniera proporzionale alla crescita 
dell'impero ateniese. Il discepolo di Platone ci dice pure che il metodo originario di elezione delle varie cariche 
era di competenza dell’Areopago, che sceglieva i candidati dopo averne esaminata l’idoneità (dokimasìa, vedi § 
2.16.1., II p.); nei primi tempi l'esame consisteva semplicemente nello stabilire l’origine cittadina, l’appartenenza 
genealogica e religiosa ad Atene, poi si doveva valutare se «quello trattava bene i suoi genitori, pagava le tasse e 
aveva partecipato a campagne di guerra» (cfr. Cost. At., 8, 2) (da notare che il “trattare bene i genitori” 
consisteva anche nella cura delle loro tombe!). 
Quanto ci racconta il filosofo di Stagira era valido per Atene, ma non per le altre pòleis. Nella pòlis oligarchica 
vigeva la liturgia (leiturghìa) ossia la prestazione volontaria in favore della comunità. Precisando subito che 
anche qui ci poteva essere variazione da pòlis a pòlis, alcune cariche erano subordinate ad un censo abbastanza 
elevato mentre altre potevano essere offerte cosicché la carica, non essendo remunerata, poteva sì procurare 
prestigio e vantaggi personali, ma anche oneri pecuniari; comune usanza era quella di vietarne l’iterazione 
almeno entro un determinato periodo di tempo per evitare che un magistrato rimanesse in carica per troppi anni 
ed ambisse ad un potere tirannico (come Damasias nel 582 ad Atene). 

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Tonellotto
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Mariangela Ripoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 283

FAQ

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