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La dimensione sociale della città: rappresentazione reticolare degli assetti evolutivi mediante automi cellulari. Il caso Ogliastra.

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Anteprima della tesi: La dimensione sociale della città: rappresentazione reticolare degli assetti evolutivi mediante automi cellulari. Il caso Ogliastra., Pagina 13
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modo. Lo spazio-sociale rappresenta dunque un valido strumento per la percezione delle 
linee evolutive delle forme spaziali.  
Non si può però stabilire un concetto di spazio valido “a priori” [Simmel, 1989 cit. in 
Mandich, 1996] senza tener conto della dimensione temporale, dell’ambiente in cui si 
opera e del condizionamento vicendevole tra città e società. Lo spazio, infatti, non è il 
prodotto standard che si ottiene applicando a priori una serie di regole, né la somma di una 
serie di luoghi non relazionati, lo spazio-sociale “dunque non è, di per se, una forma, ma 
produce forme nello strutturare i rapporti d’interazione. (...) lo spazio viene considerato 
quindi per il modo in cui influenza le relazioni sociali e non per come ne è determinato. 
(...) Le forme spaziali sono quindi quelle configurazioni di relazioni sociali che trovano 
nello spazio la loro concretizzazione” [Mandich, 1996].  
La creazione di questi rapporti d’interazione, fa si che lo spazio, da vuoto e nullo, divenga 
qualcosa di vissuto [Simmel, 1989 cit. in Mandich, 1996]. “In quanto ambito della 
coesistenza lo spazio è il luogo che fonda la società, traduce, incarna i fenomeni sociali”  
[Mandich, 1996].  
Il concetto di confine (parliamo di confine soggettivo) può facilmente spiegare questa 
stretta dipendenza tra spazio-fisico, spazio-sociale e spazio-relazionale, e mettere in luce 
come un confine vero e proprio sia difficilmente definibile se non in ambiti sociali 
decisamente ristretti. Lo spazio-fisico che potrebbe in una certa misura essere definito in 
base alle linee d’influenza dello spazio-sociale, dovrebbe essere rappresentato attraverso le 
relazioni che si creano in quel determinato ambito. Sappiamo anche che: quando si parla di 
città è difficoltoso delimitare il campo relazionale di un individuo o di un gruppo in quanto 
la vita quotidiana porta ad intrattenere i rapporti più diversi, senza che possano 
effettivamente sussistere limitazioni temporali o spaziali. Diverso è per un individuo che 
vive la propria esistenza in una comunità di piccole proporzioni, nella quale risulta in 
teoria più limitata la possibilità d’interagire con l’esterno.  
Ne consegue dunque come lo spazio-fisico e quindi la forma di città non possa prescindere 
dallo spazio relazionale e dalla comunità che crea quello spazio e viceversa dato che in 
alcuni casi come si è già detto è lo spazio-fisico a plasmare lo spazio relazionale con le sue 
caratteristiche materiali dando gli una vera e propria forma. S’individuano in quest’ultimo 
caso delle forme sociali singolari che s’identificano con un particolare territorio e trovano 
in esso un valido punto di riferimento [Mandich, 1996].  
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Informazioni tesi

  Autore: Vania Erby
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria Civile
  Relatore: Giovanni Maciocco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 216

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Parole chiave

automi cellulari
pianificazione territoriale
trasformazioni territoriali

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