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La disciplina della società cooperativa europea e questioni in materia di concorrenza

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Anteprima della tesi: La disciplina della società cooperativa europea e questioni in materia di concorrenza, Pagina 6
5 
Il secondo strumento utilizzato dalle istituzioni comunitarie per realizzare il mercato 
unico è l’armonizzazione del diritto societario
16
. Questa modalità di intervento trova il 
suo fondamento nell’art. 44, par. 2, lett. g) TCE
17
, che prevede l’adozione di direttive 
“al fine di render equivalenti le garanzie che sono richieste, negli Stati membri, alle 
società (…) per proteggere gli interessi tanto dei soci come dei terzi”
18
. In base agli artt. 
95
19
 e 251 TCE
20
, poi, gli atti normativi relativi “al ravvicinamento delle disposizioni 
(…) degli Stati membri che hanno per oggetto l' instaurazione ed il funzionamento del 
mercato interno”
21
 sono approvate seguendo la procedura cd. “di codecisione”
22
. 
Lo strumento prescelto per l’armonizzazione del diritto societario è dunque quello della 
direttiva, la quale vincola “lo Stato membro cui è rivolta per quanto riguarda il risultato 
da raggiungere, salva restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma 
e ai mezzi”
 23
. Il modello proposto dalla direttiva rischia quindi di diventare un semplice 
                                                 
16
 Sul punto G. BENACCHIO, Diritto privato della Comunità europea, cit., p. 210. Tale intervento 
sembrerebbe in contrasto con la politica comunitaria di tutela della concorrenza. Tuttavia, si è osservato 
che “la contrapposizione non è però indice di un vero e proprio contrasto, quanto piuttosto di una visione 
complessa dell' intervento sulla realtà economica dell' Europa. Da un lato l' armonizzazione delle 
legislazioni nazionali al fine di eliminare barriere di carattere giuridico tra diversi sistemi e favorire la 
ristrutturazione formale delle imprese; dall' altro, in un contesto così reso armonico sul piano delle forme 
giuridiche di organizzazione a disposizione degli operatori economici, l' intervento diretto nei confronti 
delle grosse concentrazioni che abusino della loro posizione e alterino il funzionamento del mercato”. La 
citazione è tratta da D. CORAPI, L'influenza della produzione giuridica delle Comunità europee e del 
Consiglio d'Europa sul diritto italiano: il diritto delle società, cit., p. 860. 
17
 Si veda D. CORAPI, L'influenza della produzione giuridica delle Comunità europee e del Consiglio 
d'Europa sul diritto italiano: il diritto delle società, cit., p. 852 
18
 Cfr. art. 44, par. 1 TCE: “per realizzare la libertà di stabilimento in una determinata attività, il 
Consiglio, in conformità della procedura di cui all' articolo 251 e previa consultazione del Comitato 
economico e sociale, delibera mediante direttive” e par. 2 lett. g): “Il Consiglio e la Commissione 
esercitano le funzioni loro attribuite in virtù delle disposizioni che precedono, in particolare 
(…)coordinando, nella necessaria misura e al fine di renderle equivalenti, le garanzie che sono richieste, 
negli Stati membri, alle società a mente dell' articolo 48, secondo comma per proteggere gli interessi tanto 
dei soci come dei terzi”. Sul punto, G. BENACCHIO, Diritto privato della Comunità europea, cit., p. 215. 
19
 Cfr. art. 95, par. 1 TCE: “in deroga all' articolo 94 e salvo che il presente trattato non disponga 
diversamente, si applicano le disposizioni seguenti per la realizzazione degli obiettivi dell' articolo 14. Il 
Consiglio, deliberando in conformità della procedura di cui all' articolo 251 e previa consultazione del 
Comitato economico e sociale, adotta le misure relative al ravvicinamento delle disposizioni legislative, 
regolamentari ed amministrative degli Stati membri che hanno per oggetto l' instaurazione ed il 
funzionamento del mercato interno”. L’articolo è stato introdotto dall’Atto Unico europeo, quindi 
modificato dal Trattato di Maastricht. Si veda F. POCAR, Diritto dell'Unione e delle Comunità Europee, 
Milano, 2006, p. 306. 
20
 La norma disciplina la cd. procedura di codecisione. Introdotta dal Trattato di Maastricht, con le 
successive modifiche del Trattato di Amsterdam, tale procedura decisionale si caratterizza per una 
partecipazione più incisiva della Commissione e del Parlamento europeo, il quale ha a disposizione un 
vero e proprio diritto di veto sulle proposte che non condivide. Per un approfondimento, tra gli altri, F. 
POCAR, Diritto dell'Unione e delle Comunità Europee, cit., pp. 122-123. 
21
 Cfr. art. 95, par. 1 TCE. 
22
 Si veda D. CORAPI, B. DE DONNO, Le società, cit., p. 1277. 
23
 Cfr. art. 249, par. 3 TCE. La direttiva si rivolge agli Stati membri, che devono adeguare il proprio 
diritto interno al quadro normativo predisposto dalle istituzioni comunitarie. In particolare, occorre un 
atto normativo statale di trasposizione. Per i problemi di efficacia diretta e diretta applicabilità delle 
direttive, si veda infra par. 1.1.

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Informazioni tesi

  Autore: Federica Cristani
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Maria Caterina Baruffi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 184

FAQ

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Parole chiave

concorrenza
diritto dell'unione europea
mercato interno
società europea
società cooperativa europea
gruppo di interesse economico

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