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La disciplina delle ferie alla luce delle recenti novità legislative

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Anteprima della tesi: La disciplina delle ferie alla luce delle recenti novità legislative, Pagina 6
all’acquisizione di una educazione generale e migliorare proprie capacità tecniche, gli 
individui potranno partecipare più attivamente alla vita economica e sociale, 
contribuendo sempre più all’aumento della produttività ed al progresso della 
collettività. Nelle statistiche sanitarie
13
, la manodopera più qualificata ha meno 
infortuni, vive di più ed è anche meno soggetta alle patologie psichiche; una cultura 
più elevata predispone a scelte di tempo libero più interessanti ed appaganti. 
 
 
 
1.1.3     EVOLUZIONE STORICA DEL DIRITTO AL RIPOSO 
 
L’Imperatore Augusto nell’anno 727 ad urbe condita estese a tutti i lavoratori agricoli 
il tassativo diritto a un periodo di riposo di 14 giorni dopo un anno di lavoro: 
nacquero così per tutto l’impero romano le feriae di Augusto
14
. Tale feriae si 
distinguevano in publicae e privatae. Le prime, in particolare, obbligavano tutti i 
cittadini e in alcune epoche dell’impero arrivarono a contare fino sessanta giorni 
nell’arco dell’anno. Comunque questi giorni avevano finalità diverse da quelle delle 
ferie odierne, in quanto erano giorni che rappresentavano un’offerta di tempo agli Dei 
e durante i quali, appunto, non si potevano svolgere attività dal cui potere trarre lucro. 
In tali giorni, si fermavano anche le attività pubbliche, come i tribunali. 
Nel medioevo a tempi di lavoro piuttosto lunghi corrispondevano molti giorni non 
lavorativi. Gli orari erano “dall’alba al tramonto” ed i carichi di lavoro mutavano a 
seconda delle stagioni. Di regola, il sabato i lavori erano sospesi dalle tre del 
pomeriggio e non venivano ripresi che al lunedì mattina. Era universalmente proibito 
lavorare di notte, salvo per alcune arti (vetrai, fornaciai, ecc.) nelle quali per ragioni 
tecniche la produzione una volta iniziata non poteva essere interrotta. I moralisti 
giudicavano illecito il guadagno ottenuto da lavoro svolto nei giorni festivi e la 
Chiesa con la decretale “Conquestum est nobis” di Gregorio IX (1232) determinò 42 
giorni di festa l’anno oltre le domeniche, il che portava i giorni in cui ci si doveva 
astenere dalle opere servili al numero di 94. Tali feste però non miravano alla 
razionale alternanza di riposo e lavoro, e ciò si deduce dal criterio puramente 
religioso con cui le feste erano distribuite nell’anno. Una simile preoccupazione  non 
poteva esserci dal momento che la relazione tra durata, ritmo e rendimento del lavoro 
non era stata accertata
15
.  
                                                 
13
 G. BERLINGUER, in AA.VV., Orario di lavoro e tempo libero: convegno nazionale ARCI, Milano-
Roma, Sapere Edizioni, 1974, p. 62. 
14
 Delle feriae si usufruiva per motivi climatici nel mese di Augustus, ultimati i raccolti agricoli. Di qui 
l’etimologia del nostro “ferragosto”. 
15
 Cfr. A. FANFANI, Storia economica, dalla crisi dell’impero romano al principio del secolo XVIII, 4ª 
ed., Milano, G. Principato, 1956, pp. 542, cit. a p. 109 da G. FALCUCCI, Orario di lavoro e riposi, 
op.cit., vedi nota 1. 
 8

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Informazioni tesi

  Autore: Antonio Pignato
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Carmelo Romeo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 75

FAQ

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