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La discriminazione linguistica nelle relazioni intergruppi

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Anteprima della tesi: La discriminazione linguistica nelle relazioni intergruppi, Pagina 5
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outgroup è descritto  in modo altamente diagnostico, succede il contrario nel caso di comportamenti 
negativi  ingroup e positivi outgroup (D. H. J Wigboldus, K.M. Douglas). Va da sé che così facendo 
l’immagine positiva ingroup rimane intatta, così come quella positiva di sé. 
La seconda motivazione è di tipo cognitivo: si basa sul meccanismo più generale per cui i 
comportamenti considerati tipici e sistematici di una persona o di un gruppo sono descritti con 
termini astratti, mentre i comportamenti incongruenti con le aspettative, sono ricondotti alle 
caratteristiche della situazione specifica e perciò descritti con termini concreti. D'altra parte, 
seguendo la linea delle aspettative differenziali (Maass et al., 1995), si può anche affermare che il 
LIB emerge per il fatto che  dai membri del proprio gruppo, sono auspicati un numero maggiore di 
comportamenti positivi rispetto quelli negativi, il contrario invece succede per quelli  attesi dai 
membri outgroup (Howard e Rothbart, 1980). Cioè, il LIB fa riferimento al meccanismo più 
generale che  quando l'aspettativa di un comportamento è coerente con lo stesso la sua descrizione 
sarà formulata ad un livello di astrazione più alto rispetto ad un comportamento incoerente 
all’aspettativa stessa. Le informazioni attese(considerate ‘tipiche’ di un determinato individuo o 
gruppo) sono considerate più stabili e diagnostiche di informazioni inattese (cioè che assumono 
caratteri che si discostano da quelli ‘tradizionali’ di un determinato individuo o gruppo) e quindi 
possono essere più appropriatamente descritte in termini astratti. 
Nella maggior parte dei contesti intergruppi, entrambe le spiegazioni sfociano alle stesse 
previsioni, in quanto le persone, in genere, si aspettano comportamenti più positivi da parte del 
gruppo al quale appartengono e comportamenti più negativi da parte di altri gruppi (Howard e 
Rothbart, 1980).Come visto prima, sulla base di questi risultati, Maass et al. (1995) hanno concluso 
che le aspettative differenziali sono sufficienti a produrre un bias linguistico intergruppi, ma in ogni 
caso, le motivazioni di protezione dell’ingroup entrano in gioco insieme ad esse. Gli stereotipi, cioè 
quelle conoscenze che sono già fissate nelle credenze dell’individuo lo portano a descrivere un 
comportamento coerente con le stesse in maniera astratta, che però può assumere forme differenti in 
base alla categoria sociale di chi compie determinate azioni, e se queste sono conformi o meno alle  
aspettative aderenti alla categoria sociale di appartenenza. Ci sono però altre considerazioni da fare 
in merito le due spiegazioni circa il LIB. 
La prima è  legata alle motivazioni, infatti, in collegamento con queste ci sono processi 
intrapersonali che entrano in gioco svolgendo un ruolo importante nella memorizzazione di 
determinate informazioni che possono assumere caratteri di concretezza o astrattezza nella fase di 
codifica, ad esempio, quando si osservano due uomini che gridano a vicenda in pubblico, uno 
spettatore può memorizzare queste informazioni in modo più astratto (ad esempio, "sono teppisti e 
verbalmente violenti"). Quando successivamente gli viene chiesto di descrivere questa scena, lo

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La discriminazione linguistica nelle relazioni intergruppi

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Informazioni tesi

  Autore: Veronica Rossi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze del comportamento e delle relazioni sociali
  Relatore: Silvia Moscatelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 55

FAQ

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Parole chiave

discriminazione
ingroup
outgroup
pregiudizi linguistici
intergruppi
relazioni di gruppo
discriminazione linguistica
gruppi minimi
entatività
bias linguistico

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