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La ferrovia Roma-Viterbo nel sistema della mobilità romana

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Anteprima della tesi: La ferrovia Roma-Viterbo nel sistema della mobilità romana, Pagina 6
dell'Ottocento, secondo uno schema fortemente radiocentrico: i poli direzionali
(decisione politica ed economica, istruzione superiore, cultura e ricerca, servizi
rari) si  sono  distribuiti  in  maniera  prevalente  nel  centro  antico  e
dell'espansione ottocentesca (o già erano lì), zona in cui sono confluite anche
le principali arterie stradali e ferroviarie.
6
 
Questa situazione ha prevalso fino agli anni Sessanta del Novecento, periodo
in  cui  si  è  posto  il  problema  del  decentramento  amministrativo  (per
riorganizzare in maniera più integrata il rapporto tra il centro e la periferia del
territorio urbano e quello tra la città e il suo hinterland geografico, economico
e sociale) e le funzioni direzionali e terziarie hanno cominciato a localizzarsi
anche in zone diverse dal centro.
7
  
Lo sviluppo economico è stato caratterizzato, in particolare fino al  secondo
dopoguerra, dalla mancanza di crescita di un forte settore industriale e dalla
concentrazione di funzioni di carattere politico e amministrativo.
8
La configurazione prevalentemente terziaria dell'economia romana è dovuta in
gran parte alla volontà politica dei governi che si sono succeduti dal 1870 al
fascismo di tenere lontana l'industria perché non si voleva che si formasse un
proletariato operaio accanto al  governo e al cuore del  mondo cattolico, ma
anche ad alcuni fattori di carattere economico e sociale che hanno agito fino al
processo  di  ricostruzione  successivo alla  seconda  guerra  mondiale,  quali
l'arretratezza  agricola  del  territorio  circostante,  la  carenza  di  manodopera
specializzata,  le  difficoltà  di  comunicazione  con  gli  altri  mercati  (dovute
all'isolamento di Roma in una vasta zona  di tipo rurale poco popolata). Anche
la  speculazione edilizia,  determinando  una  distribuzione  quasi  univoca  del
6
Cfr. Lorenzo Berna,  Campo Marzio in Roma dal 1870 al 1970, La Goliardica Editrice, Roma,
1979, p. 37. Cfr. anche Anne-Marie Seronde Babonaux, Roma. Dalla città alla metropoli, Editori
Riuniti, Roma, 1983, da p. 430 a p. 462.
7
Cfr. Piero Maria Lugli, Urbanistica di Roma. Trenta planimetrie per trenta secoli di storia, Bardi
Editore, Roma, 1998, p. 194.
8
Cfr.  Anne-Marie  Seronde Babonaux,  Roma.  Dalla  città  alla  metropoli, Editori Riuniti,  Roma,
1983, da p. 25 a p. 33, da p. 215 a p. 238 e da p. 393 a p. 423. Cfr. anche Mario Brutti, L'attività
produttiva, in Luigi De Rosa (a cura di), Roma del Duemila,   Laterza, Bari, 2000, da p. 203 a p.
224.
                                                                              8
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Informazioni tesi

  Autore: Pierfrancesco Dugoni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Claudio Cerreti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 133

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