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La misurazione del benessere e la crescita. Aspetti teorici ed evidenza empirica.

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Anteprima della tesi: La misurazione del benessere e la crescita. Aspetti teorici ed evidenza empirica., Pagina 7
- Benessere, sviluppo e crescita: aspetti introduttivi - 
- 9 - 
definizione di “ottimo” usata da Pareto non si riferisce a una specifica 
situazione di allocazione delle risorse tra gli individui migliore secondo un 
dato criterio, ma a un insieme di diversi possibili stati allocativi, ciascuno dei 
quali è contraddistinto da una differente distribuzione della ricchezza 
sociale. In questa prospettiva, quindi, il benessere è valutato esclusivamente 
in termini di efficienza, escludendo ogni possibile considerazione di tipo 
equitativo.  
Negli anni Trenta molti economisti ritennero di poter ricorrere al concetto di 
Pareto-ottimalità per valutare la performance di un sistema economico senza 
dover esprimere giudizi di valore e descrissero le condizioni che si sarebbero 
dovute verificare affinché l’economia venisse a collocarsi in un punto di 
ottimo paretiano che massimizzasse il benessere. Vennero così formulati i 
teoremi fondamentali dell’economia del benessere per esprimere la relazione 
tra equilibrio concorrenziale e ottimalità paretiana
3
.  
Si trattò di un periodo particolarmente fecondo per la letteratura economica 
e non a caso tre premi Nobel (Arrow, Samuelson e Hicks) furono tra coloro 
che diedero contribuiti significativi a questo filone di ricerca. Una 
conseguenza dell’adozione da parte degli economisti della Pareto-ottimalità 
quale criterio di analisi del benessere fu, però, che il tema della distribuzione 
del reddito perse gradualmente di importanza, in virtù del fatto che tale 
criterio di ottimalità tratta delle implicazioni di benessere a partire da una 
“data” distribuzione del reddito.  
                                                 
3
 I due teoremi fondamentali dell’Economia del benessere: nel primo si asserisce che nel 
caso di concorrenza perfetta l’allocazione delle risorse che si ha in un mercato 
concorrenziale, se esiste, costituisce un “ottimo” paretiano. Il secondo teorema si basa su 
considerazioni di equità, che mancano nell’approccio di Pareto: sotto alcune condizioni 
riguardanti le funzioni di utilità individuali e le funzioni di produzione, da un’allocazione 
delle risorse efficiente, ma considerata non equa, è possibile passare ad un’altra qualsiasi 
situazione di “ottimo”, e quindi anche ad una che sia considerata equa, modificando 
adeguatamente quella distribuzione delle risorse e lasciando poi all'operare del mercato 
concorrenziale il compito di attivare i meccanismi attraverso i quali può essere raggiunta 
l'efficienza. 

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Informazioni tesi

  Autore: Antonio Castellano
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi del Salento
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Alessandra Chirco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 124

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