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La nuova legittima difesa, dal codice Rocco alla legge 59/2006

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Anteprima della tesi: La nuova legittima difesa, dal codice Rocco alla legge 59/2006, Pagina 9
 I. L’ASSENZA DI ANTIGIURIDICITÀ NELLE SCRIMINANTI                                  9 
indispensabile ai fini di una corretta applicazione analogica delle 
esimenti ai casi non espressamente disciplinati dalla norma che le 
configura. La dottrina adotta un modello esplicativo ora monistico, 
ora pluralistico(
3
). 
Secondo il primo modello tutte le scriminanti andrebbero ricondotte 
allo stesso principio, ravvisato, di volta in volta, nel “mezzo 
adeguato per il raggiungimento di uno scopo approvato 
dall’ordinamento”, ovvero della “prevalenza del vantaggio sul 
danno”. 
Sia o meno rinvenibile un fondamento comune per tutte le 
scriminanti, è innegabile che ciascuna di esse presenti elementi 
propri: per questo la migliore dottrina opta per un modello 
esplicativo pluralistico, maggiormente in grado di tenere conto delle 
peculiarità proprie di ciascuna esimente. Tra i criteri più invocati vi 
sono quello dell’interesse prevalente, dell’interesse mancante o 
dell’interesse equivalente. 
Il primo spiega ad esempio le scriminanti dell’esercizio di un 
diritto (art.51 c.p.) e della difesa legittima (art.52 c.p.), secondo il 
principio per cui nell’inevitabile conflitto fra interessi, prevarrebbe 
in tali casi il diritto dell’avente diritto-agente, e del potenziale 
aggredito su quello del danneggiato nel primo caso e del potenziale 
aggressore nel secondo.  
L’interesse mancante spiega, ad esempio l’esimente dell’art.50 
“consenso dell’avente diritto”: il soggetto, che possa validamente 
disporne, rinuncia in questo caso all’esercizio di un diritto per far 
aggredire la propria sfera giuridica da un soggetto validamente 
legittimato dallo stesso titolare (cioè in maniera libera e spontanea, 
senza coazioni di nessun genere). L’ordinamento, valutando la 
mancanza di un interesse alla difesa di tale diritto e quindi di un 
conflitto d’interessi tipico delle altre figure, si astiene 
dall’intervenire. 
Nell’ultimo caso, che la dottrina ritiene più appropriato al caso 
dello stato di necessità (art.54), dal conflitto risulterebbe una 
sostanziale equivalenza tra interessi di pari valore. 
 
                                                      
(
3
).FIANDACA-MUSCO, Diritto penale, Parte Generale, Zanichelli, Bologna 
2006, pag. 245. 
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Informazioni tesi

  Autore: Filippo Pollero
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Donato Castronuovo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 151

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Parole chiave

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legge 59 2006
legittima difesa
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