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La percezione sociale della pedofilia: una web survey

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Anteprima della tesi: La percezione sociale della pedofilia: una web survey, Pagina 10
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congiungimento con questi giovani venne coniato il termine “buggerare” 
corrispondente all’attuale “sodomizzare”. 
Nella seconda metà del ‘600 si incominciò a guardare con determinata riprovazione a 
questo tipo di abitudini, e in Francia nacque una letteratura pedagogica volta ad 
indirizzare e facilitare genitori ed educatori a salvaguardare l’innocenza infantile. Si 
raccomandava di non far dormire più bambini nello stesso letto, di evitare di 
coccolarli, di sorvegliare le loro letture, di non lasciarli con i domestici [Cifaldi, 
2004: 8-9]. 
Nel corso della storia, quindi, il bambino non è sempre stato considerato un essere 
umano bisognoso della guida e della protezione della famiglia, ma più spesso una 
“cosa” di proprietà dei genitori. Per dare autenticità e riconoscere la categoria 
dell’infanzia bisogna aspettare la Rivoluzione francese, con la Costituzione del 1793, 
che proclamò per la prima volta i diritti dei bambini.  
Il bambino inizia così ad essere considerato un soggetto provvisto di una sensibilità e 
di una coscienza proprie, e si comincia ad indagare sullo sviluppo psicofisico 
dell’infanzia e sulle conseguenze dei maltrattamenti che il bambino non può capire e 
vivere nella sua complessità.  
Il bambino è divenuto veramente oggetto di osservazione storica solo quando nella 
coscienza collettiva si è formata l'idea che la stessa infanzia dovesse essere 
considerata una categoria oggetto di tutela. Tale circostanza ha coinciso con 
l'evoluzione di discipline particolari quali la Psicologia, la Sociologia, la Pedagogia e 
con il conseguente sviluppo del diritto e della normativa sociale.  
De Mause, uno degli studiosi più noti della storia dell'infanzia, scrive «la storia 
dell'infanzia è un incubo dal quale solo di recente abbiamo cominciato a destarci. 
Più si va addietro nella storia più basso appare il grado di attenzione per il 
bambino, e più frequentemente tocca a costui la sorte di venire assassinato, 
abbandonato, picchiato, terrorizzato, e di subire violenze sessuali»
2
  
Nell'antichità il bambino non era considerato un essere con un valore in sé, ma un 
essere inferiore perché mancante delle doti dell’adulto. L'infanzia era ritenuta un'età 
imperfetta e per questo era oggetto di autoritarismo e  oppressione.  
                                                 
2
 DeMause L. (1983), Storia dell’infanzia. Emme Edizioni, Milano, pag. 9.

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Informazioni tesi

  Autore: Ilaria Bellano
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Criminologia applicata per l'investigazione e la sicurezza
  Relatore: Costantino Cipolla
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 167

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