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La pista ciclabile come strumento di riqualificazione: il lungarno a Gallarate

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Il torrente Arno: cenni storici – l’Arno amico 
Questo è il titolo dato ad una parte della conferenza Arno e Ticino tenutasi 
presso la Biblioteca Civica Luigi Majno di Gallarate nell‟aprile 1994. 
La presentazione, sintetizzando in poche righe le vicende e le problematiche 
legate a tale torrente, mette in luce il duplice aspetto dell‟Arno gallaratese: 
 amico degli uomini, perché animava mulini da grano, irrigava prati, dando 
un sostanziale aiuto alla prima industrializzazione,  
 nemico degli uomini perché foriero di esondazioni e di inquinamento. 
 
L‟origine 
Il fiume che attraversa Gallarate ha notevolmente contribuito alla storia locale 
sia perché il suo nome sembra gli sia stato imposto dagli Etruschi, in omaggio 
ed a ricordo del loro più grande e maestoso Arno toscano(Aspesi), sia perché 
l‟irruenza delle sue piene ha molte volte allarmati i cittadini, sia finalmente 
perché servì di difesa agli avi dei gallaratesi i quali usufruirono delle sue acque 
per riempire i fossati che contornavano le mura medioevali del borgo. (Orsini) 
La prima citazione riguardante questo torrente risale al 974 d. C.: “…fluvio 
Arne…” si legge infatti in una pergamena di quell‟anno. Fiume vien dunque 
detto!…Ma, sia in epoca romana che medioevale un corso d‟acqua impetuoso 
era frequentemente chiamato così. Si deve però precisare che, per quanto 
riguarda l‟etimologia, esistono varie altre tesi oltre a quella precedentemente 
esposta. Il Trombetti vorrebbe addebitare il nome di tale torrente all‟elemento 
mediterraneo - preindeuropeo(Trombetti), da cui provengono le popolazioni 
preistoriche dell‟Italia settentrionale; il Philipon all‟iberico(Philippon); il Battisti 
allo strato ligure o celtico. (Battisti) Lo Zanella infine ravvisa in esso una voce 
celto – gallica che, tenendo appunto in conto la mentalità pratica e semplicistica 
che dovevano possedere le antiche popolazioni, dovrebbe significare corso 
d‟acqua impetuoso, irruente. 
“Tale corso acqueo – descrive l‟Orsini(Orsini) – ha origine tra le colline di 
Brunello, Gazzada e Morazzone in diversi rami, che si uniscono, dopo breve 
corso isolato, poco prima di Valdarno, tra Castronno ed Albizzate, dove 
incomincia il piano irriguo della valle; serve a qualche industria e soprattutto 
ad azionare i tradizionali mulini. Segue poi un percorso tortuoso in direzione 
nord – sud, fintantoché se ne muore tra campi e boschi in territorio di S. 
Antonino Ticino,…Termina dunque dopo un percorso tortuoso di circa 35 
chilometri senza tuttavia avere foce né al Ticino né al Canale Villoresi, che 
sono i due corsi d’acqua più vicini a quella località. Nei pressi di Orago riceve 
un affluente, il Tenore, che scende dai colli tra Albizzate e Menzago. A 
Gallarate si immedesima pure col Sorgiorile, rivo perenne nativo dai fontanili 
di Besnate. Un braccio dell’Arno si staccava a Gallarate per ritornarvi dopo 
aver attraversato la città: prendeva il nome di Arnetta, ora coperta … La 
curiosità dei gallaratesi dovrebbe meglio indagare in qual modo cessa di vivere 
il loro fiume, dacché non ha foce in nessun altro bacino. L’ultimo dei 
trentacinque ponti che lo varcano trovasi fra S. Antonino Ticino e Castano 
Primo. Da questo punto bisogna iniziare i passi per andare a scoprire gli ultimi 
tratti e constatare come avvenga la dispersione delle acque … A circa 30 m 

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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Cassaro
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria Edile
  Relatore: Augusto Mercandino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 342

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