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La pornografia minorile e le nuove frontiere del diritto penale d'autore

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Anteprima della tesi: La pornografia minorile e le nuove frontiere del diritto penale d'autore, Pagina 10
107 
 
600-quater
300
. Nei reati di pericolo astratto e in quelli ostativi, per quanto sia discussa 
la loro compatibilità con il sistema penale italiano, è comunque individuabile un pur 
flebile nesso con un bene giuridico da proteggere; cosa che, invece, pare assente nel 
delitto de quo. 
Un ulteriore passo nell’analisi dell’art. 600-quater.1 richiede di incentrarsi sul 
materiale pornografico rilevante, allo scopo di capire non tanto quali condotte – 
giacché per queste vi è un rinvio integrale agli artt. 600-ter e 600-quater – ma quali 
immagini e quali files possono rilevare nel perfezionamento del reato de quo. 
Tale indagine si rende necessaria poiché la disposizione fa riferimento a termini tecnici 
e concetti informatici - come le «immagini virtuali» e le relative parti, le «tecniche di 
elaborazione grafica» con cui si fanno «apparire come vere situazioni non reali» - dei 
quali è necessario chiarire il significato, al fine di circoscrivere l’estensione applicativa 
della norma. 
Come si è ricordato, tra il 2006 e il 2012 si è vissuto un periodo di vacatio della 
definizione di pornografia minorile, che rendeva necessario, in absentia, rifarsi alla 
normativa sopranazionale; la previsione della nozione di materiale pornografico 
introdotta con la L. 172/2012 ha colmato questa lacuna, spiegando i propri effetti anche 
sull’incriminazione de qua, aiutando a ridurne, pur solo in parte, i profili di vaghezza. 
Dunque, stando anche all’orientamento prevalente in dottrina, pare ragionevole 
intendere che il materiale pornografico qui rilevante debba, in primis, superare un 
vaglio contenutistico, dovendo il giudice operare una valutazione in concreto 
dell’offensività della condotta e degli «scopi sessuali» per i quali il materiale sia stato 
realizzato
301
. 
In un secondo momento – solo cronologico, rilevando in maniera eguale nel giudizio 
finale – si dovrà valutare la «qualità di rappresentazione» tale da «far apparire come 
vere situazioni non reali», in base alla quale andrebbero escluse tutte quelle 
rappresentazioni grossolane, approssimative, di qualità tanto scadente da apparire 
                                                        
300
 Per tale esito v. L. DI LUCIANO, Lineamenti critici del reato di pedopornografia «virtuale», in Cass. 
Pen., 2006, p. 2672B; R. RAFFAELLI, La pedopornografia virtuale., cit., pag. 0781B; M. BIANCHI, sub 
art. 600-quater.1 c.p., in A. CADOPPI, Commentario delle norme contro la violenza sessuale e contro la 
pedofilia, cit., p. 269. 
301
 G. FIANDACA, E. MUSCO, Diritto penale. Parte speciale, cit., p. 172, G. COCCO, La lotta senza 
esclusione di colpi contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile. Le 
questioni dell’error aetatis e del concetto di pornografia minorile, in Resp. civ. e prev., 2013, p. 1811.

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Informazioni tesi

  Autore: Edoardo Spertingati
  Tipo: Laurea magistrale a ciclo unico
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Antonella Massaro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 173

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