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La posizione del pubblico ministero nell'ordinamento giuridico italiano. Profili costituzionali

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Anteprima della tesi: La posizione del pubblico ministero nell'ordinamento giuridico italiano. Profili costituzionali, Pagina 11
  
 
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difesa partecipassero al processo su basi di parità in ogni stato e grado del 
procedimento e che avessero gli stessi poteri processuali in tutto l'arco 
procedimentale; questa impostazione verrà poi ripresa, ed ispirerà, l'elaborazione 
del nuovo codice del 1988. Il pubblico ministero dalla legge delega era visto non 
più come organo di giustizia, ma come promotore dell'azione penale. Per ottenere 
questo risultato era necessario «sopprimere l'istruttoria sommaria», nel corso della 
quale si manifestava in maniera più marcata la disparità di poteri processuali tra 
accusa e difesa.
26
 Appare chiaro, però, come il legislatore si trovasse costretto tra 
gli angusti limiti imposti dai precetti costituzionali e dall'indiscutibile correlata 
esigenza di prevedere un soggetto che potesse decidere immediatamente nelle 
ipotesi di privazione della libertà personale dall'altra; laddove tale potere facesse 
ancora capo al pubblico ministero difficilmente si sarebbe potuto intravedere in 
tale soggetto un ruolo di parte pura, bensì apparirebbe ancora una volta come «un 
organo di giustizia» se non addirittura «giudice delle libertà».
27
 
Nel 1988, fu elaborato il nuovo codice di procedura penale, che prevedeva 
la separazione delle funzioni e la ripartizione dei poteri e che stabiliva dei termini 
precisi per lo svolgimento delle indagini.  
La fase delle indagini è affidata al pubblico ministero che raccoglie elementi 
al fine di verificare la fondatezza della notitia criminis, senza tuttavia poter 
assumere le prove e perdendo quindi il potere di iniziativa d'ufficio regolato dal 
vecchio articolo 76 del c.p.p del 1930; la presenza di un giudice ad hoc anche in 
questa fase garantisce il corretto svolgimento dell'attività investigativa e 
dell'esercizio dell'azione penale.  
Inoltre, a differenza del vecchio codice di rito, il pubblico ministero non ha più il 
potere di archiviare autonomamente il caso e di emettere provvedimenti lesivi degli 
interessi degli inquisiti, potendo emanare solo provvedimenti di urgenza in tema di 
libertà personale e sequestri, lasciando al giudice un potere di controllo sul suo 
operato. Come si può notare, la riforma si è mossa verso un modello processuale di 
stampo accusatorio, ritenuto più garantista per l'imputato, e più conforme ai principi 
costituzionali. 
                                                 
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Galli G., Il pubblico ministero nella prospettiva del nuovo codice di procedura penale in Pubblico 
Ministero e accusa penale; problemi e prospettive di riforma, a cura di Conso G. Bologna, Zanichelli, 
1979, 146. 
27
Galli G., op cit. 

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Informazioni tesi

  Autore: Benedetta Giovannetti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Orlando Roselli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 157

FAQ

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