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La proporzione tra offesa e difesa e tra fatto e pericolo nella legittima difesa e nello stato di necessità

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Anteprima della tesi: La proporzione tra offesa e difesa e tra fatto e pericolo nella legittima difesa e nello stato di necessità, Pagina 4
8 
a quello sacrificato, nello stato di necessità considera questi due beni 
equivalenti,essendo più riprovevole l’offesa proveniente da un soggetto consapevole, 
piuttosto che fatti dannosi non volontariamente causati da chi è costretto dalla 
necessità . Questa diversa valutazione incide anche sul giudizio di proporzionalità tra 
i due interessi in gioco nelle rispettive norme dando all’interprete la possibilità di 
effettuare un giudizio comparatistico maggiormente elastico nella legittima difesa
9
La proporzione  ha segnato quindi nel tempo la misura dell’accettabile reazione 
difensiva, ma è un elemento che è stato inteso diversamente a seconda delle 
premesse dogmatiche che gli hanno fatto via via da sfondo
10
.                                                      
È importante determinare con precisione quali sono gli estremi del giudizio in parola 
data la diversa formulazione degli artt. 52 e 54 cp. 
In Dottrina l’orientamento prevalente sostiene che la proporzione debba intercorrere 
tra gli interessi
11
 o i beni in conflitto,è necessario però verificare se i termini del 
rapporto di proporzione
12
 siano costituiti soltanto dai beni o dagli interessi o anche da 
qualcosa di diverso. A sollevare dubbi è la terminologia usata dal legislatore che 
parla di “offesa” e “difesa” e non di “bene in pericolo” o “bene leso dalla reazione”. 
Nella legittima difesa la situazione che concreta la minaccia è indicata col termine 
“offesa” che significa violazione del bene o dell’interesse altrui, è l’entità della lesione  
quindi  il criterio alla cui stregua va valutata la proporzione dell‘azione dell‘agente. 
Col termine “difesa” si fa riferimento alla condotta reattiva il cui valore come termine 
di giudizio discende dal nocumento che essa produce. La variabile che agisce sulla 
                                                                                                                                                                                     
dell’aggredito annulla nella sostanza il limite della proporzione. 
9
  Nello stato di necessità il bene salvaguardato è considerato sullo stesso piano di quello sacrificato, perché manca una 
aggressione contra ius e quindi il giudizio di bilanciamento sarà rigido. Nella legittima difesa il giudizio potrà esser più 
elastico nel senso che sarà possibile che il rapporto tra i beni sia leggermente sbilanciato a favore del bene da proteggere 
perché il rapporto tra i beni in gioco non è di perfetta equivalenza come nello stato di necessità . 
10
 Vedi capitolo III per gli approfondimenti storici,dalla teoria del bilanciamento dei mezzi  di Vannini dei primi 
anni ‘30       alla teoria del bilanciamento dei beni della Dottrina dominante (Padovani,Antolisei etc), a quella 
delle limitazioni etico-sociali di Roxin. 
11
 Gallo,Appunti di diritto penale vol. II ,Torino ,2000, p.220. 
12
 Grosso Difesa legittima e Stato di necessità , Milano,  1964, p 25 e ss. 
 
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Informazioni tesi

  Autore: Valentina Molino Avila
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Pasquale Avv Bartolo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 149

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Parole chiave

legittima difesa
requisito della proporzione
stato di necessità

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