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La responsabilità internazionale degli stati per atti di genocidio

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Anteprima della tesi: La responsabilità internazionale degli stati per atti di genocidio, Pagina 4
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infatti, era profondamente convinto che l‟Olocausto sarebbe stato dimenticato dalla 
comunità internazionale come gli omicidi di massa degli armeni. 
Infine, almeno altri tre casi rientrano nella definizione giuridica attuale di 
genocidio: lo sterminio dei curdi nella provincia di Dersim, sempre ad opera dei 
turchi, a cavallo fra il 1937 e il 1938; il massacro della popolazione Hutu da parte 
dei Tutsi in Burundi nel 1972; e l‟ecatombe, che ha visto ancora i curdi fra le 
vittime, perpetuata nella campagna di Anfal da parte del regime di Saddam Hussein 
del 1988
5
. 
 
1.2. Dalla Commissione sui Crimini di Guerra delle Nazioni Unite 
alla Conferenza di Londra 
La dichiarazione di Mosca del 1° novembre 1943 è generalmente considerata il 
documento determinante nell‟intraprendere il perseguimento dei crimini di guerra 
da parte dei paesi alleati. Tuttavia, all‟esplicito riferimento alle prove relative alle 
atrocità commesse dai nazisti non seguiva alcun diretto richiamo né all‟aspetto 
razzista né al coinvolgimento di specifici gruppi nazionali, etnici e religiosi
6
. La 
Commissione delle Nazioni Unite di Inchiesta sui Crimini di Guerra, istituita 
immediatamente prima della dichiarazione di Mosca
7
, era composta dai 
rappresentanti della maggior parte delle potenze alleate e presieduta da Sir Cecil 
Hurst del Regno Unito, il quale, inizialmente, accettò di utilizzare l‟elenco dei reati 
previsti dalla Responsibilities Commission istituita durante la Conferenza di Pace di 
Parigi del 1919.  
Ai fini dell‟azione penale internazionale, sebbene l‟elenco del 1919 includesse 
anche il reato di «denazionalizzazione», la Commissione non ritenne, inizialmente, 
che il suo mandato ricomprendesse anche i procedimenti giudiziari relativi allo 
sterminio degli ebrei europei. Sebbene il progetto di convenzione per l‟istituzione 
                                                      
5
 D. F. ORENTLICHER, Genocidio, in R. GUTMAN e D. RIEFF (a cura di), Crimini di guerra. Quello che 
tutti dovrebbero sapere, Roma, 1999, p. 166.  
6
 “Declaration on German Atrocities”, Department of State Publication 2298, Washington: Government 
Printing Office, 1945, p. 7-8. 
7
 A. J. KOCHAVI, Prelude to Nuremberg: allied war crimes policy and the question of punishment,   Chapel 
Hill, NC, 1998, p. 27-36.
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Informazioni tesi

  Autore: Marco Piero Cusimano
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Marco Pedrazzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 101

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Parole chiave

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corte internazionale di giustizia
bosnia
ex-jugoslavia
tribunale internazionale
genocidio
ruanda
lemkin
risoluzione 96
risoluzione 260
tribunali speciali
elemento soggettivo
aja
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elemento oggettivo
belgrado
mladic
tribunale militare internazionale
il caso bosnia-erzegovina c. repubblica federale j
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ejusdem generis
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