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La riparazione per l'ingiusta detenzione

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Anteprima della tesi: La riparazione per l'ingiusta detenzione, Pagina 5
fosse posteriormente riconosciuta ingiusta, cui poteva tutt’al più accom-
pagnarsi, in una ristretta serie di casi, che pure copriva l’intero arco delle 
ipotesi di revisione, una “riparazione pecuniaria a titolo di soccorso”, su-
bordinata, per giunta, all’accertamento discrezionale dello stato di biso-
gno del richiedente o della sua famiglia
6
”. 
  Era evidente il contrasto tra la norma costituzionale e la previsione 
legislativa contenuta nel codice Rocco sulla natura e sul tipo di situazione 
giuridico-soggettiva che faceva capo all’individuo che fosse vittima di un 
errore giudiziario. 
  Nonostante gran parte della dottrina avesse riconosciuto che quello 
che spettava alla vittima di errori giudiziari fosse un diritto soggettivo
7
, la 
previsione normativa del codice del 1930, aderendo alla concezione di uno 
Stato soccorritore e negando, per di più, l’errore quale presupposto del suo 
intervento nei confronti del soggetto ritenuto innocente dopo la revisione 
della condanna, non poteva non ritenere che il cittadino fosse portatore di 
un mero interesse alla riparazione. 
  Un primo e parziale adeguamento alla Carta costituzionale si ha 
con la legge 23 maggio 1960, n. 540, che, modificando gli artt. 571 e 574 
c.p.p., riconosceva ed introduceva un diritto soggettivo alla riparazione in 
sede di revisione per l’assolto, a condizione che non avesse dato o concor-
so a dare causa all’errore giudiziario per dolo o colpa grave: non c’è più 
l’azione soccorritrice dello Stato, bensì il diritto alla riparazione è commi-
                                                 
6
 G. SPANGHER, Voce Riparazione pecuniaria, in Enc. Dir., Vol. III, p. 1015, nota n. 6: “la 
riparazione a seguito di revisione risultava, invero limitata alle ipotesi in cui, in conseguenza 
della sentenza annullata, il prosciolto avesse espiato una pena detentiva per almeno tre mesi o 
fosse stato sottoposto a misura di sicurezza detentiva per una non minore durata o avesse ri-
sarcito i danno senza che gli fosse rimasta la possibilità di una efficace ripetizione”.   
7
 La riparazione dell’errore giudiziario, nell’arco di un secolo, si è così evoluta, da prestazione 
caritativa a diritto soggettivo pubblico, presidiato da un procedimento garantito e di facile ac-
cesso. R. VANNI,Nuovi profili della riparazione dell’errore giudiziario ,CEDAM, Padova, 
1992, p. 48. 
 8
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Informazioni tesi

  Autore: Giorgio Baiocchi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Luca Cecchini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 138

FAQ

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Parole chiave

detenzione
giuridico
giurisprudenza
ingiusta
ingiusta detenzione
riparazione

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