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La valutazione degli effetti delle politiche pubbliche: aspetti teorico metodologici e applicazione al POR FESR 2007-2013 in Lombardia

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2 Ritengo inoltre che la questione della valutazione delle politiche pubbliche sia cruciale in questo tempo di crisi (economica, politica, morale e di welfare state) e di rapporti sempre più stretti e difficili con i livelli decisionali sovranazionali. Come noto, nel passato, una spesa pubblica che garantiva redistribuzione del reddito, ha rappresentato il lubrificante del processo di crescita economica del nostro Paese. Ora però questo strumento non può più essere utilizzato con assiduità a causa della necessità di ridurre drasticamente la spesa per contenere il livello già elevatissimo del debito pubblico italiano, al momento in cui scrivo pari a circa 32.000 di euro pro capite. L’esigenza di rivedere la spesa offre tuttavia alcune opportunità per rivedere le priorità degli interventi dello Stato, eliminando gli sprechi e concentrando invece gli interventi sulle azioni che si rivelano più efficaci nel raggiungere gli obiettivi prefissati. Pur non auspicando la realizzazione delle teorie di Donald T. Campbell che ipotizzò negli anni sessanta che la diffusione della valutazione avrebbe potuto realizzare quella che lui stesso definiva “l’utopia della società sperimentale”, possiamo affermare che valutare il rendimento delle istituzioni e l’efficacia delle politiche diviene fondamentale, per affrontare al meglio questo momento di cambiamento. In questo periodo inoltre crescono le dichiarazioni di grande insoddisfazione nei confronti della pubblica amministrazione italiana, accusata di incontrare troppe difficoltà nel fornire risposte adeguate ai bisogni dei cittadini. La valutazione, come dimostreremo in seguito, potrebbe essere d’aiuto alle pubbliche amministrazioni, nel riacquistare la fiducia persa nel tempo. La valutazione degli effetti di politiche pubbliche, come sostengono Martini e Trivellato (2012), è pratica corrente in molti paesi sviluppati così come in alcuni paesi emergenti, tra i quali spicca il Messico. Nel nostro Paese, come affermano Martini e Sisti (2009), la pratica della valutazione delle politiche, sconta molte difficoltà e quindi fatica a decollare. Su alcuni fronti, tuttavia, si colgono anche segnali positivi, come l’aumento di studi in merito anche se condotti in larga misura per iniziativa di ricercatori e un crescente numero di istituzioni pubbliche e centri di ricerca come l’Associazione Italiana di Valutazione (AIV), il progetto Controllo delle Assemblee sulle Politiche e gli Interventi Regionali (CAPIRe), la Rete dei nuclei di valutazione e verifica (ReteNuvv per la Conferenza Stato-Regioni), il Nucleo di Valutazione e Verifica degli Investimenti
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Informazioni tesi

  Autore: Riccardo Secomandi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economiche
  Relatore: Alberto Brugnoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 121

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