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Le dichiarazioni inesatte e reticenti rese all'assicuratore

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Anteprima della tesi: Le dichiarazioni inesatte e reticenti rese all'assicuratore, Pagina 5
 2 La conclusione e principali obblighi derivanti dal contratto di assicurazione. 
 
Nell’assicurazione, la conclusione del contratto non è di solito un fenomeno 
istantaneo, ma il momento finale dell’iter di formazione progressiva di un contratto. 
20
L’assicurazione è un contratto consensuale che si perfeziona attraverso la modalità 
della proposta accettazione, sempre che le parti non abbiano espressamente previsto che 
la formazione del contratto sia subordinata al pagamento del premio. Trattandosi  di un 
contratto puramente consensuale «l’atto scritto non  sarà necessario  per la perfezione e 
l’esistenza del contratto,
21
 (ex art. 1888 c.c.) esso sarà richiesto solo ad probationem 
tantum, dunque non sarà ammessa la prova per testimoni e quella per presunzione, (art. 
2575, 1° comma, 2729, 2° comma c.c.) nemmeno per provare l’esistenza di accordi 
contrari al contenuto del documento».
22
   
Di regola, l’atto scritto consiste in un documento predisposto dall’assicuratore, detto 
“polizza”; 
23
 essa viene stesa in più esemplari, uno per l’assicuratore (detto anche 
simplo), uno per il contraente ed il terzo (eventuale), nonché  per l’agente incaricato di 
incombenze relative alla esecuzione del contratto.
24
In deroga ai principi generali (art. 1326 c.c.) nel contratto di assicurazione il ruolo 
del proponente è rivestito dall’assicurando anche nelle ipotesi in cui il contratto sia stato 
concluso dietro invito dell’agente dell’assicuratore.
25
Ulteriore peculiarità rispetto alla disciplina generale è che la proposta 
dell’assicurando, se formulata per iscritto ex art. 1887, «rimane ferma per il periodo di 
quindici giorni, trenta se occorre una visita medica». 
Tale norma ha recepito una prassi negoziale consolidata nel mercato assicurativo
26
 
che tiene conto dell’esigenza dell’assicuratore di avere un tempo adeguato per 
                                                 
20
 GASPERONI, Contratto di assicurazione, ( in generale), Nov. dig. It., Libro I, Torino, 1958 p. 600. 
21
 Il contratto di assicurazione può validamente formarsi infatti anche sulla base di un accordo risultante 
da dichiarazioni non scritte delle parti come quelle verbali o telefoniche. In tal senso: FANELLI in DE 
GREGORIO - FANELLI, Le Assicurazioni, op. cit.,  p. 53. 
22
 GASPERONI , Contratto di assicurazione, ( in generale), op.  cit., p. 600. 
23
 La polizza viene redatta  in funzione probatoria oltre che di perfezionamento formale Cfr. Cass., 16 
Aprile 1984, n° 2438, in Juris Data, 2003 e in Ass., 1984, II, 2 mass., n° 45. La polizza costituisce il 
documento probatorio tipico (anche se non esclusivo) del contratto di assicurazione ed il suo rilascio, che 
forma oggetto di uno specifico obbligo dell'assicuratore (art. 1888, comma 2, c.c.), presuppone 
logicamente e giuridicamente l'accettazione della proposta dell'assicurato. Pertanto, nel caso specifico, la 
polizza integra un'idonea prova del contratto, anche quando risulti sottoscritto soltanto dall'assicuratore, 
in quanto documenta, in modo diretto, l'accettazione del medesimo e, in modo indiretto - assumendo al 
riguardo valore di riconoscimento - la precedente proposta dell'assicurato, mentre la quietanza di 
pagamento del premio, costituisce solo un ulteriore elemento confermativo del perfezionamento e 
dell'efficacia del contratto. 
24
 I due esemplari, quello sottoscritto dall’assicuratore e l’altro dal contraente, hanno eguale efficacia 
probatoria e  l’eventuale omissione di una clausola particolare, in taluno degli esemplari, è una 
circostanza irrilevante se la clausola risulta dall’altro esemplare: Cass., 12 Marzo 1956, n° 724 in  Ass., 
1956, II, 3. che applica tale regola al caso in cui una clausola vessatoria risulti approvata ai sensi dell’art. 
1341 c.c. solo nella copia di polizza rimasta in possesso dell’assicuratore.  
25
 FANELLI in DE GREGORIO-FANELLI, op.  cit., p. 49 Se l’assicuratore dà la sua accettazione con qualche 
modificazione della proposta, egli diventa a sua volta proponente, e sarà necessaria una accettazione 
dell’assicurando per la conclusione del contratto , si applica così la norma comune dell’art. 1326 c.c. 
Altresì il fatto che nella proposta non siano contenute o richiamate le condizioni generali di polizza e che 
esse siano invece contenute o richiamate nella accettazione, non determina una difformità della proposta 
con l’effetto di trasformare l’assicuratore da accettante a proponente. A tale soluzione l’autore arriva 
sostenendo che le condizioni generali di polizza approvate dall’autorità amministrativa, si dovrebbero 
ritenere conosciute dall’assicurando in base all’art. 1341 , sia anche perché esse hanno acquisito (in alcuni 
rami almeno) una sostanziale uniformità e continuità di applicazione che le trasforma in clausole d’uso.    
26
 DONATI-VOLPE PUTZOLU, Manuale di diritto delle assicurazioni, Milano, 2006, p. 139. 
 8
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Informazioni tesi

  Autore: Piergiacomo Gambella
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Paoloefisio Corrias
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 83

FAQ

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Parole chiave

annullamento
art. 1892 c.c.
art. 1893 c.c.
art. 429 codice di commercio
assicurato
assicuratore
assicurazioni
cass. 11206/1990
codice assicurazioni private
colpa lieve
contratto
d.lgs. 209/2005
dolo colpa grave
inesattezze e reticenze
intermediari di assicurazione
obblighi di informazione
polizze inex linked
polizze united linked
recesso
tesi
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