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Le garanzie personali nel diritto civile italiano e nel diritto del commercio internazionale

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2. Le garanzie 
Qui ci occuperemo di quelle che altrove abbiamo denominato garanzie di 
adempimento delle obbligazioni o garanzie del credito. In senso tecnico, si tratta di un 
rimedio che dà al creditore una maggiore sicurezza di raggiungere il risultato dedotto in 
obbligazione, o almeno un risultato economicamente equivalente, agendo sui beni del 
debitore o di terzi o grazie all’attività di terzi. La garanzia, cioè, va ad ampliare la 
generica garanzia patrimoniale del debitore (art. 2740 c.c.), comprendendovi i beni del 
garante. Essa, però, non va a sostituire o ad estinguere il primitivo rapporto di 
credito/debito, ma vi si affianca. 
All’interno del genere “garanzia” dobbiamo operare una distinzione 
fondamentale tra le garanzie che seguono la sorte dell’obbligazione garantita, le 
cosiddette garanzie accessorie, e quelle che, invece, ne sono indipendenti: le garanzie 
autonome. Al primo tipo appartiene la fideiussione, che è disciplinata (sia pur con 
variazioni) nella gran parte degli ordinamenti (surety, cautionnement): la sua 
accessorietà risiede nel regime della validità (non è valida se non è valida l’obbligazione 
principale – art. 1939 c.c.), nel limite della maggiore onerosità (non può essere prestata 
a condizioni più onerose – art. 1941 c.c.) e nel regime delle eccezioni (il fideiussore può 
opporre contro il creditore tutte le eccezioni che spettano al debitore principale – art. 
1945 c.c.). Sul lato opposto, troviamo il contratto autonomo di garanzia che – sia ben 
chiaro – è un frutto della pratica: esso, per definizione, è insensibile alle vicende del 
rapporto di base, per cui il garante paga senz’altro al verificarsi di un certo evento (di 
solito, la presentazione di una richiesta scritta del beneficiario). Qui, come diremo, si ha 
più l’impressione di trovarci di fronte ad un pegno, che ad un “allargamento” della 
garanzia patrimoniale generica. Per la sua diversità strutture, la garanzia autonoma è di 
regola prestata da un banca o da un’assicurazione. 
A tal proposito e sebbene la terminologia non sia propriamente “tecnica”, è 
bene distinguere le garanzie “semplici”, che vengono prestate da società e da privati a 
favore di altre società o privati o banche, dalle garanzie bancarie, nelle quali il garante è 
una banca o una assicurazione, soggetti che svolgono professionalmente (e dietro 
compenso) tale funzione di garante. Fondamentalmente la disciplina legale di questi due 
“tipi” di garanzia è la stessa, mentre cambia – e non poco – la disciplina convenzionale 
e – soprattutto – la funzione economica. Si faccia attenzione, che molti autori chiamano 
indistintamente “bancarie” anche quelle garanzie nelle quali la banca assume la 
posizione di beneficiario. Ad essere rigorosi, queste sono le garanzie attive mentre, 
quando è la banca ad essere garante, si ha una garanzia passiva (chiaramente, attività e 
passività sono da vedersi in relazione alla posizione creditoria o debitoria della banca). 
Dalle garanzie (che per evitare confusioni abbiamo chiamato bancarie) prestate 
da una compagnia assicurativa, vanno tenute distinte le garanzie assicurative 
propriamente dette (ad esempio, la garanzia all’esportazione di cui alla l. 22.12.1953 n. 
995), delle quali non ci occuperemo. Nelle prime l’assicurazione si comporta come un 
normale garante e paga in caso di mancato pagamento del debitore principale, mentre 
nelle garanzie assicurative propriamente dette l’assicurazione paga solo in caso di 
provata insolvibilità del debitore. La distinzione non è così semplice, ma in questa sede 
non ci dilungheremo oltre. 

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Le garanzie personali nel diritto civile italiano e nel diritto del commercio internazionale

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Informazioni tesi

  Autore: Ruben Pescara
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Diritto europeo e transnazionale
Anno: 2000
Docente/Relatore:
Istituito da: Università degli Studi di Trento
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 78

FAQ

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