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Le pendici nord-orientali del Palatino tra tarda antichità ed età moderna (Ambiente 2). Contesti, stratigrafia, storia

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Anteprima della tesi: Le pendici nord-orientali del Palatino tra tarda antichità ed età moderna (Ambiente 2). Contesti, stratigrafia, storia, Pagina 10
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ipotizzare l‟esistenza di un complesso di edilizia privata, fatto questo che indica una 
destinazione funzionale diversa rispetto all‟area a valle.  
Nel corso del IV secolo, parallelamente alla messa in opera di lastre in tufo rosso 
sulla via Valle/Foro17, una seconda colmata interessa il “bothros”. Ma è nel III secolo 
che, accanto all‟ennesimo rifacimento della strada, si assiste ad interventi che 
coinvolgono le due strutture sacre affacciate su di essa. La carreggiata arriva ad 
inglobare al suo interno la struttura in blocchi di cappellaccio, la cui visibilità è garantita 
sia con l‟innalzamento/riposizionamento di 3 filari sia con la creazione di un‟ “area di 
rispetto” nel marciapiede.  
Nel III secolo la teca subisce dunque un cambiamento strutturale. Si procede, 
infatti, con la messa in opera, immediatamente al di sopra di quella più antica, di una 
struttura cilindrica in blocchi di peperino che recano al centro un foro a sezione 
quadrata. Alla prima metà dello stesso secolo è databile una nuova deposizione di 
materiale votivo al suo interno. 
Per il primo intervento di ristrutturazione della domus di età alto-repubblicana, 
nel settore a monte della pendice palatina, bisogna attendere la fine del III-inizi II secolo 
a.C. Di questa nuova fase edilizia rimane un impluvium in lastre di tufo rosso litoide 
lionato18.  
Al II secolo invece si datano interventi sulla viabilità e l‟edilizia residenziale. La 
via Valle/Foro è interessata da un rifacimento databile tra 180-170 a.C. con la messa in 
opera di una carreggiata stradale in poligoni di basalto e dal conseguente innalzamento 
dei piani d‟uso. L‟impluvium della domus viene trasformato in chiostrina, delimitata da 
tre muri in opera incerta, affiancata da altri due ambienti che si aprono verso le c.d. 
Terme di Elagabalo. 
Arriviamo al I secolo a.C. e la strada diretta al Foro è ancora oggetto di 
rifacimento con l‟alloggiamento di poligoni di basalto di piccola taglia e relativo 
marciapiede con andamento gradonato19. Contestualmente, la chiostrina viene utilizzata 
                                                 
17
 Le lastre, venute alla luce durante la campagna dell‟estate del 2006 non sono visibili in tutta la loro 
larghezza perché coperte dalle preparazioni stradali di II secolo e dalla relativa crepidine, ancora in situ; 
per questo motivo non si può affermare con certezza se si tratti di un marciapiede o piuttosto del lastricato 
stradale.  
18
 Questo impluvium era forse connesso in origine con una cisterna più antica, non ancora individuata, ma 
della quale si ipotizza la presenza per il rinvenimento di strutture idrauliche databili all‟età alto-
repubblicana): CARBONARA c.s. 
19
 L‟andamento a gradoni è stato ipotizzato perché il manto stradale presenta un aumento significativo 
della pendenza (di circa 8,50%)  rispetto alle fasi precedenti e perché sicuramente attestato nelle fasi 
successive. 

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Informazioni tesi

  Autore: Antonia Falcone
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Lettere
  Relatore: Clementina Panella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 437

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