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Le pendici nord-orientali del Palatino tra tarda antichità ed età moderna (Ambiente 2). Contesti, stratigrafia, storia

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Anteprima della tesi: Le pendici nord-orientali del Palatino tra tarda antichità ed età moderna (Ambiente 2). Contesti, stratigrafia, storia, Pagina 8
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Età repubblicana  
Tra 530-520 a.C., il muro in cappellaccio dell‟area sacra viene rialzato tramite 
nuovi filari realizzati in blocchi di dimensioni minori, regolari e disposti per taglio. In 
relazione a questa nuova sistemazione, anche la viabilità subisce delle modifiche. Viene 
infatti realizzata una via glareata con marciapiedi in cappellaccio sul percorso 
Valle/Foro e la strada Circo Massimo/Esquilino riceve una nuova pavimentazione.  
Sulla pendice nord orientale del Palatino, a nord dell‟asse viario Valle/Foro, si 
può attribuire al periodo di tempo compreso tra la fine del VI secolo e gli inizi del V 
secolo a.C. la costruzione di una struttura in blocchi di cappellaccio (il c.d. bothros), a 
pianta rettangolare12.  La struttura risultava riempita da una complessa stratigrafia nella 
quale si sono potute riconoscere diverse colmate avvenute in tre riprese, rispettivamente 
nel V, IV e III secolo a.C. che mostrano un carattere eminentemente cultuale: le classi 
di reperti presenti, infatti, sono quelle usuali per i contesti votivi13 (una conferma in tal 
senso è data dalla presenza di ossa combuste e con tracce di macellazione, segni del 
pasto sacrificale). Ancora aperta, risulta la problematica sulla sua funzione. Se si può 
facilmente escludere che si tratti della favissa di un santuario (la deposizione dei 
materiali non è fitta come nei depositi afferenti a edifici sacri) non si hanno certezze 
sulla funzione originaria14. E‟ chiaro, invece, che la struttura non è in relazione con il 
santuario identificato in via ipotetica con le Curiae Veteres, data la sua collocazione e le 
caratteristiche cultuali dei reperti, ma piuttosto con un altro polo cultuale identificabile 
con un santuario strutturato e la cui collocazione non è al momento definibile15.  
 
                                                 
12
 La struttura, disposta con i lati lunghi orientati NW-SE, originariamente, doveva presentarsi cava 
all‟interno, parzialmente ipogea e costituita da 7 filari. I blocchi erano connessi a secco per testa e i 
quattro lati erano ben ammorsati tra loro. L‟altezza complessiva conservata è di 3.10 m,equivalente a 10 
filari (gli ultimi 3 sono stati aggiunti posteriormente, vedi oltre): PANELLA, ZEGGIO 2004, p. 77 
13
 Per un‟ analisi preliminare del materiale contenuto nella struttura, si veda PANELLA, ZEGGIO 2004, 
pp.78-79 
14
 L‟ipotesi di una struttura inizialmente idraulica a cui si attribuisce poi una valenza sacrale, risulta 
anch‟essa difficilmente accettabile vista l‟assenza di pedarole  funzionali alla manutenzione, l‟assenza di 
concrezioni calcaree e la forma rettangolare molto stretta: PANELLA,ZEGGIO 2004, p. 79 
15
 Per tutto ciò che riguarda la struttura fin qui descritta si vedano PANELLA, ZEGGIO 2004, pp:77-80 e 
ZEGGIO c.s. 
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Informazioni tesi

  Autore: Antonia Falcone
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Lettere
  Relatore: Clementina Panella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 437

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