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Le politiche della Banca Mondiale sulla povertà nei paesi in via di sviluppo

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Anteprima della tesi: Le politiche della Banca Mondiale sulla povertà nei paesi in via di sviluppo, Pagina 1
INTRODUZIONE E RINGRAZIAMENTI
Perché una tesi su un argomento ampio come la povertà? La scelta dipende da vari
motivi. Innanzitutto perché è impossibile, credo, rimanere insensibili di fronte a certe
immagini, anche per chi vive nei paesi ricchi, nonostante le veda per lo più dalla
televisione. Il secondo motivo è che da quando ero solo un bambino ad oggi non è
cambiato proprio nulla. In troppi paesi si vede ancora gente che muore a causa della
malnutrizione, di malattie curabili o comunque prevenibili, ecc… Un ultimo aspetto
importante che vorrei sottolineare è questo: in qualità di studente di economia mi è
venuto logico chiedermi per quale strano motivo i sistemi economici non sembrano
funzionare in tanti paesi. Che cosa ho studiato in questi anni di università? Ho studiato
solo teorie inutili e senza senso oppure ho studiato teorie valide ma non applicate?
Anticipando i risultati, credo che nessuna delle due ipotesi sia giusta. Le teorie sono
valide in sostanza ma incontrano notevoli limiti di applicazione pratica. Il problema
principale, comunque, è che tali teorie sono utilizzate più per interessi particolari che
per interessi di carattere generale. L’obiettivo di ridurre la povertà sembra sia l’ultimo in
ordine d’importanza troppo spesso, sia a livello paese che a livello internazionale.
Perché proprio la Banca Mondiale? Innanzitutto ho deciso di puntare principalmente
sulla povertà tra paesi perché credo che per poter parlare della povertà all’interno di una
nazione sia preferibile viverci e conoscere la situazione dall’interno. La scelta è quindi
facilmente ricaduta sulla Banca perché è il principale organismo internazionale il cui
primo obiettivo sia quello di combattere la povertà e favorire lo sviluppo dei paesi
poveri. Tra l’altro in questo lavoro chiamo questi ultimi indifferentemente anche con
l’espressione “paesi in via di sviluppo”. Sono comunque ben conscio che tra i paesi
poveri molti siano tutt’altro che sulla via dello sviluppo. Il secondo motivo che mi ha
spinto verso la Banca Mondiale è che questa ha ricevuto e continua a ricevere tantissime
critiche. E’ mai possibile che un ente del genere, nel quale lavorano persone di grande
talento (come dice J. Stiglitz), non riesca a “combinare” nulla di buono? Ritengo a
questo proposito che molte critiche siano fondate e, in questo lavoro, ne sostengo altre
ancora. Dall’altro lato, tuttavia, non si può fare a meno di notare che un minimo
cambiamento sia in atto da qualche anno grazie soprattutto al lancio dell’iniziativa
denominata “Poverty Reduction Strategy”.
Concludo questa breve introduzione con i ringraziamenti a tutti coloro che mi hanno
aiutato in questo lavoro a partire dal prof. Mario Pianta, per i loro preziosi suggerimenti,
consigli, domande, ecc…
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Informazioni tesi

  Autore: Daniele Battisti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Mario Pianta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 108

FAQ

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