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Le politiche della Banca Mondiale sulla povertà nei paesi in via di sviluppo

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Anteprima della tesi: Le politiche della Banca Mondiale sulla povertà nei paesi in via di sviluppo, Pagina 5
9relativa è, invece, importante analizzare il contributo di Sen che permette di superare
questa distinzione.
Il perché sia importante definire correttamente il concetto di povertà sta nel fatto che
sulla base della definizione data, si decide (o almeno si dovrebbe decidere) come
misurare la povertà. Da ciò dipendono sia la determinazione quantitativa del numero di
poveri sia la determinazione qualitativa del tipo di povertà che si deve affrontare. Se,
come sembra logico ritenere, le strategie di contrasto alla povertà saranno elaborate
sulla base dei risultati delle misurazioni effettuate, è evidente che le politiche saranno
inefficienti (ad esempio perché certe categorie di persone potrebbero essere escluse
dalle politiche adottate) e, probabilmente, anche inefficaci. La conseguenza è la
persistenza della povertà, persistenza che può essere generale oppure limitata a certe
aree geografiche (ad esempio l’Africa sub-Sahariana) o a certe fasce della popolazione
(come la popolazione rurale). La poverty line più usata, ossia quella di 1$ al giorno,
tende in particolare a sottovalutare la povertà estrema: non c’è dubbio che chiunque
viva con un reddito così basso sia povero ma siamo sicuri che avere un reddito
maggiore implichi non essere estremamente povero? Si guardi la tabella seguente che
confronta la percentuale di persone che vivono con meno di 1$ al giorno (income
poverty) con la percentuale di persone che rientrano nello Human Poverty Index:
Tab. 1
HDI
rank
*** Paese*
% di persone con meno di
1$ al giorno (A)
HPI
2003
in %
(B)
Variazioni
A-B
Stima
alternativa**
142 Cameroon 33,4 35,9 -2,5 35,9
143 Nepal 37,7 41,9 -4,2 41,9
144 Pakistan 13,4 40,2 -26,8 40,2
145 Zimbabwe 36,0 52,0 -16,0 52,0
146 Kenya 23,0 37,8 -14,8 37,8
147 Uganda 82,2 36,6 45,6 82,2
148 Yemen 15,7 41,0 -25,3 41,0
149 Madagascar 49,1 35,9 13,2 49,1
150 Haiti 41,6 41,6
151 Gambia 59,3 45,8 13,5 59,3
- la longevità, misurata come l’aspettativa di vita alla nascita;
- la conoscenza, misurata come combinazione tra il tasso di alfabetizzazione tra
gli adulti (che pesa per 2/3) e il tasso d’iscrizione alla scuola primaria,
secondaria e terziaria (con peso pari ad 1/3);
- condizioni di vita decenti, misurate in base alla percentuale di persone che
vivono sotto la soglia di povertà di 1$ al giorno di reddito.
Le tre dimensioni considerate hanno lo stesso peso (ossia 1/3): questo significa che
nessuna dimensione è ritenuta più importante delle altre ma sono tutte sullo stesso
livello (questa è la critica della Banca Mondiale contro indice così ideati).
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Informazioni tesi

  Autore: Daniele Battisti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Mario Pianta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 108

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