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Le preclusioni nel processo civile

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Anteprima della tesi: Le preclusioni nel processo civile, Pagina 11
 - 8 - 
tante regole di prova legale che nella pratica vanno a svuotare di contenuto il 
principio20.  
Il processo delineato dal codice in questione si articola in due udienze: l’udienza 
presidenziale preparatoria, nella quale si fissano le domande e si propongono le 
eccezioni di rito, e l’udienza collegiale, nella quale si risolvono le questioni 
processuali, si assumono le prove e ha luogo la discussione. Non si assiste quindi 
a nessuna significativa novità.  
Le esigenze di oralità, immediatezza e concentrazione vengono attuate, ma con 
dei temperamenti; infatti Carnelutti elabora, a questo proposito, il cosiddetto 
principio di elasticità, in base al quale benché il progetto preveda la discussione 
orale in udienza, se le parti lo chiedano, oppure per la natura delle questioni da 
risolvere, possa essere disposta la discussione scritta. In base allo stesso principio, 
se la regola è che le prove vadano assunte in udienza, tuttavia può essere delegato 
uno dei giudici, se le parti lo richiedano o ricorrano gravi motivi d’ufficio.  Anche 
questo progetto non è esente da critiche, in modo particolare per l’eccessiva 
ampiezza che l’autore prevede in tema di disposizione delle prove, consentendo lo 
ius novorum in appello e l’istruttoria aperta in sede di rinvio21.  
 
6. La giustizia del lavoro nel regime fascista 
Durante il regime fascista diviene oggetto di particolare attenzione la giustizia del 
lavoro22, perché uno dei principali problemi che il regime si trova subito ad 
affrontare è il controllo dei conflitti tra capitale e lavoro, accentuati da una grave 
crisi economica. In un primo momento Alfredo Rocco elabora un progetto, 
recepito da Mussolini, che prevede l’eliminazione dei sindacati di classe e la 
creazione dei sindacati fascisti, destinati ad essere gli unici organismi di 
rappresentanza sindacale23. 
                                                 
20
 V. TARUFFO, La giustizia civile in Italia dal ‘700 ad oggi, cit., pag. 206. 
21
 V. FAZZALARI, Codice di procedura civile, cit., pag. 1295; DENTI, Il processo di cognizione 
nella storia delle riforme, cit., pag. 814; TARUFFO, Procedura civile (codice di), cit., pag. 661. 
22
 La legge 3 aprile 1926 n. 563 regola il riconoscimento giuridico dei sindacati e dei contratti 
collettivi e statuisce il divieto di sciopero e serrata. In questo contesto si prevede anche 
l’istituzione della Magistratura del Lavoro, competente rispetto alle controversie collettive di 
lavoro (PROTO PISANI, Lavoro (controversie individuali in materia di), in Dig. Disc. Priv., Sez. 
Civ., Torino, 1993, pag. 311 e ss.; TARUFFO, Procedura civile (codice di), cit., pag. 662.). 
23
 Con il patto di Palazzo Vidoni, del 2 ottobre 1925, la Confederazione generale dell’industria e la 
Confederazione delle corporazioni fasciste si riconoscono a vicenda come esclusivi rappresentanti 
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Informazioni tesi

  Autore: Maria Pia Altieri
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Foggia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Gianpaolo Impagnatiello
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 163

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Parole chiave

conclusioni
deduzioni
eccezioni
mezzi di prova
preclusioni
preclusioni istruttorie
processo del lavoro
prove costituende
prove costituite
ragionevole durata del processo

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