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Le reti museali: analisi delle criticità e delle relative prospettive di sviluppo

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cui la grande maggioranza dei musei fu creata da individui, famiglie e collettività 
che desideravano celebrare e commemorare le tradizioni e gli usi locali e
regionali e istruire e intrattenere la popolazione delle comunità locali
3
. Questa 
profonda differenza nella concezione della cultura ha determinato una differente 
evoluzione di queste organizzazioni. Se le prime sono state per lungo tempo 
distanti dai visitatori, prevalentemente orientate alla conservazione, le seconde 
hanno assunto orientamenti più aperti al pubblico
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, con conseguenze significative 
sugli strumenti di gestione utilizzati, sempre più innovativi nel contesto 
anglosassone. 
Negli ultimi decenni, questo gap è andato riducendosi in virtù del dinamismo che 
ha contraddistinto i rapporti internazionali e che può essere ricondotto al concetto 
di globalizzazione. Tale processo ha messo, inevitabilmente, in competizione tutti 
gli stati del mondo non più considerati nell’accezione più ampia di nazione ma 
nella loro essenza territoriale. Le risorse endogene ed esogene assumono 
importanza cruciale e la loro gestione diviene fondamentale ai fini dello sviluppo 
locale. La globalizzazione, quindi, nata con fini prettamente economici ha finito 
con il coinvolgere i più disparati ambiti tra cui quello culturale e in questo 
contesto i musei, contenitori di beni culturali, diventano contemporaneamente 
fautori e destinatari di politiche mirate alla conservazione e alla valorizzazione del 
patrimonio culturale e paesaggistico di un territorio. 
A partire dai primi anni Novanta lo Stato, supportato dagli Enti Locali, ha posto le 
basi per il processo di ammodernamento del comparto museale attraverso le più 
disparate iniziative sia a livello operativo (maggiori investimenti, restauro e 
ampliamento di nuove sedi, nuove forme organizzative, nuovi servizi per il 
pubblico, orari di apertura prolungati) che a livello legislativo
5
. Il fermento, che ha 
connotato l’ultimo decennio del Novecento ha, pertanto, portato ad un notevole 
sviluppo quantitativo e qualitativo dei musei con il miglioramento dell’offerta e 
	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  
3
 KOTLER N.,KOTLER P., Marketing dei Musei: obiettivi, traguardi, risorse, Edizioni comunità, 
Torino 1999. 
4
 SINATRA A., BERNARDI c., GILODI G.,TOMBERG L., MORO D., Ricerca su modelli 
innovativi di gestione del patrimonio museale in Lombardia, rapporto di ricerca IReR-200IC008, 
2002. 
5
 A questo proposito due sono i riferimenti normativi di maggiore rilievo: la legge n. 4 del 1993 
detta "legge Ronchey" che disciplina l"affidamento ai privati dei servizi accessori alle attività 
museali; e il Decreto Legislativo numero 42 del 22 gennaio 2004 che istituisce il nuovo Codice dei 
beni culturali e del paesaggio in vigore il dal I" maggio 2004. 
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Informazioni tesi

  Autore: Elisa Monsellato
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi del Salento
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia dell'ambiente e della cultura
  Relatore: Andrea Venturelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

FAQ

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