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Le risorse umane come fonte di vantaggio competitivo per l’azienda

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E’ necessaria una breve digressione in merito al processo legislativo italiano. Fu emanato il 
Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio n.1606/2002/Ce del 19 luglio 2002, il quale 
prevedeva l’obbligo per le società quotate degli Stati membri di adottare i principi contabili 
internazionali IAS-IFRS per redigere i bilanci consolidati a partire dal 2005. Concedeva inoltre la 
facoltà di estendere tale applicazione anche ai bilanci d’esercizio individuali, per le società quotate, 
e per i bilanci di esercizio individuali e/o consolidati, per le società non quotate. 
Tale facoltà non è concessa alle imprese rientranti nei parametri dell’art -bis del Codice Civile, 
dunque per quelle imprese che possono redigere il bilancio in forma abbreviata.
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Il Governo su delega
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 del legislatore nazionale ha poi provveduto con il D. Lgs. n. 38 del 28/02/2005 
ad integrare tale obbligo anche per altre società.  
 
Le risorse umane rientrano secondo la legislazione nazionale, fra le immobilizzazioni immateriali. Si 
tratta di costi anticipati o sospesi comuni a più periodi amministrativi, la cui ripartizione (tramite la 
tecnica di ammortamento per gli esercizi di vita utile) concorrerà alla formazione del reddito ed alla 
sua situazione patrimoniale-finanziaria di più esercizi consecutivi (natura contabile). Rappresentano 
condizioni produttive strumentali rispetto al processo produttivo e destinate quindi a permanere 
durevolmente all’interno dell’azienda (natura economica). Sono inoltre risorse intangibili 
(comunemente definite intangible assets) dunque prive del carattere della materialità. 
Il ruolo delle immobilizzazioni immateriali all’interno del patrimonio aziendale è un tema sul quale 
si assiste ancora oggi ad un crescente dibattito. Esse sono infatti risorse che rivestono un ruolo 
sempre più rilevante ai fini del conseguimento del vantaggio competitivo per l’impresa, dal punto 
di vista strategico. Si assiste infatti ad una forte tendenza ad un progressivo passaggio da sistemi 
produttivi incentrati su attività materiali, a processi di creazione del valore fondati principalmente 
sulle attività immateriali.  
Il trattamento contabile di queste attività diviene complesso a causa della difficoltà di identificazione 
delle immobilizzazioni, e dunque del controllo che l’azienda può esercitare su di esse.  
Secondo la classificazione prevista dalla normativa contabile italiana, l’OIC  prevede che i costi 
per il personale siano capitalizzabili se inclusi come costi d’impianto ed ampliamento, in tal caso 
rientreranno nel prospetto dello Stato Patrimoniale nella macro classe B) Immobilizzazioni, 
                                                           
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 Le società, che non abbiano emesso titoli negoziati in mercati regolamentati, possono redigere il bilancio in forma abbreviata 
quando, nel primo esercizio o, per due esercizi consecutivi, non abbiano superato due dei seguenti limiti: 1) totale dell'attivo dello 
stato patrimoniale: 4.400.000 euro; 2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 8.800.000 euro; 3) dipendenti occupati in media 
durante l'esercizio: 50 unità. 
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 Legge Delega n. 306 del 31/10/2003

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Informazioni tesi

  Autore: Matilde Picone
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Filippo Ferrari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 23

FAQ

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