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Leandro Caselli a Carrara 1884-1890

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Anteprima della tesi: Leandro Caselli a Carrara 1884-1890, Pagina 2
TRASFORMAZIONI URBANISTICHE DI FINE SECOLO
“Carrara sia l’ultima meta del nostro itinerario, del quale poteva essere il principio 
come luogo di partenza. Già dissi. Che essa è situata a tre miglia e mezzo dalla 
spiaggia del mare, all’imboccatura della Valle Carrarese propriamente detta, cioè, in 
quel centro appunto, in cui da ogni dove i poggi di Montia, di Monte d’arme, di Torano, 
di Bedizzano, e di Codona, concorrendo a guisa di tanti bastioni, servono a far 
confluire, ed a incassare nel Carrione tutte le acque sparse in quell’istessa Valle. Vi si 
arriva per due strade carrozzabili provenienti l’una per Avenza dalla Liguria, l’altra per 
Massa dalla Toscana. Il territorio di Massa  Carrara nella parte vicina al mare era 
attraversato da due antiche strade Romane, una detta anche oggidì Strada Vecchia o 
via Francesca si crede l’antica Via Cassia; l’altra è la nuova Via Aurelia, o Emilia 
Scaura, che attualmente chiamasi Via Antiqua o Silcia, perché, selciata, cioè lastricata 
di grossi massi quadrati secondo l’antica magnificenza Romana. (…) Nell’avvicinarsi 
alle mura di Carrara e più che mai nel percorrerne le sue interne vie sentensi a ogni 
dove risuonare i martelli e scarpelli, vedonsi da pertutto blocchi sparsi, informi gli uni, 
altri abbozzati, altri più avvanzati, altri finalmente, che hanno ricevuto coll’ultima mano 
l’estremo pulimento, adornare i numerosi studj ed officine di quella piccola, ed animata 
Città. Ivi le scaglie marmoree ricopruono il suolo e vengono poi trasportate per 
assodare le strade carrozzabili a guisa di ghiaje.”1
Carrara era dunque una piccola città piena di laboratori di marmo; nel 1820 Emanuele 
Repetti annota: “La popolazione di Carrara può considerarsi distribuita nelle seguenti 
proporzioni: Carrara e sobborghi 4100 abitanti…”2 Al momento dell’Unità d’Italia, era 
formata, soprattutto nel centro storico, da “case basse, piccole porte, finestre strette e 
tetti di piagne di ardesia; pochissimi i tratti di strada lastricata. Colori scuri a base di 
terre sugli intonaci, la pesantezza delle strutture alleviata da decorazioni orizzontali e 
longitudinali in calce bianca.”3
Solo alla fine degli anni sessanta, la città iniziò una progressiva espansione verso la 
via della Foce e le strade per il mare fino a San Ceccardo; iniziò anche, un processo di 
lento ma inarrestabile esodo dei ceti più abbienti dal centro storico verso i nuovi 
quartieri residenziali di via Verdi, via Cavour e di Corso Vittorio Emanuele. A 
quest’esodo corrispose una sempre maggiore proletarizzazione dei quartieri di 
Grazzano, Caffaggio e del nucleo medievale ed il conseguente  lento degrado delle 
strutture abitative e delle condizioni igieniche.
Nel “corso del Consiglio comunale del 14 agosto 1868 si pubblicava una relazione per 
il “riordinamento di piazze e vie della città di Carrara e sobborghi” per cura del Conte 
Emilio Lazzoni e dell’avvocato Andrea Passani.”4 L’anno successivo, nel 1869, gli 
1Repet Emauele - Sopra l’Alpe Apuana ed i marmi di Carrara cenni di Emanuele Repet, Dalla Badia 
Fiesolana 1820
2Repet Emanuele, op. cit.
3Canali Daniele, La Ferrovia Marmifera di Carrara, Carrara, Società Editrice Apuana, 1995
4Canali Daniele, op. cit.
2

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Leandro Caselli a Carrara 1884-1890

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Informazioni tesi

  Autore: Elisabetta Carli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1996-97
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia dell'arte
  Relatore: Giacinto Nudi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 42

FAQ

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