Skip to content

Lo scetticismo interpretativo

Gratis La preview di questa tesi è scaricabile gratuitamente in formato PDF.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline. L'iscrizione non comporta alcun costo: effettua il Login o Registrati.

Anteprima della tesi: Lo scetticismo interpretativo, Pagina 4
6 
nel, né chiaramente escluso dal, campo di applicazione della norma- il giudice è invece costretto a “decidere” 
un significato e ad “ascriverlo”alla norma.  
   Emblematiche espressioni di tale posizione “mediana” sono certamente le teorie di Herbert Hart e Genàro 
Carriò, secondo le quali l’interpretazione può essere (nelle “zone di luce”) scoperta, descrizione, di significato, 
ovvero (nelle “zone di penombra”) mera ascrizione di significato. «La solucion de los casos del primer tipo – 
scrive al riguardo Carriò - puede ser adeguatamente descripta usando expresiones tales como “el interprete 
descubriò o hallò el significado que tal o cual norma tiene” o bien “el interprete applicò tal o cual regla en su 
significado objetivo” (…) En cambio, la solucion de los casos del segundo tipo (…) no puede ser descripta de 
ese modo sin engendrar graves equivocos. El caso no està caramente includo ni caramente excluido por el 
significado descubribile de las palabras de la ley. El interprete (…) se ve forzado a decidir, bajo su 
responsabilidad, si esos hechos estan o no comprendidos por las expresiones linguisticas que, a ese respecto, 
son indeterminadas. Su decision, en consecuencia, no està controlada por ellas. Para considerar el caso como 
includo o como excluido el interprete se ve forzado a adjudicar a la regla a un sentido que, en lo que hace al 
caso presente, hasta ese momento no tenia. (…) Ese sentido o sognificado (…) ha sido puesto por el interprete 
sobre la base de una decision no determinada por los habitus linguisticos astablecidos»
5
. 
     Non è chiaro se, entro questa teoria, i casi difficili debbano essere considerati lacune o no. Ad ogni modo, la 
teoria mista sembra convenire con quella scettica che i sistemi giuridici non siano né completi né coerenti. 
   Diversamente dalla prima, la seconda versione della teoria mista distingue non tra casi facili e casi difficili, 
ma tra testi chiari e testi oscuri. Mentre la prima versione sostiene che la discrezionalità giudiziale dipende dal 
“mondo” (la varietà di controversie), la seconda versione sostiene invece che la discrezionalità giudiziale 
dipende dal “linguaggio”, ossia dalla formulazione delle norme giuridiche. Per questa versione, l’interpretazione 
comporta comunque discrezionalità; tuttavia, l’interpretazione non è un passaggio necessario, ineludibile, di 
qualsivoglia interpretazione giurisdizionale. Essa è talora superflua.  
     Se l’interpretazione occorra o no dipende allora dalla formulazione del testo. Ciò significa che, quando un 
testo è chiaro, non vi sono dubbi circa il significato che esso incorpora e non vi è spazio per l’interpretazione, 
dal momento che “interpretatio cessat in claris (ovvero ”in claris non fit interpretatio”). Per contro, quando 
un testo giuridico è oscuro, nascono dubbi intorno al suo significato e l’interpretazione diventa necessaria. Ergo: 
le decisioni giurisdizionali non hanno carattere discrezionale quando danno applicazione ad un testo chiaro, ma 
sono il prodotto di una scelta discrezionale ogniqualvolta danno applicazione ad un testo ambiguo. 
    
     Le tre succitate teorie dell’interpretazione giuridica possono essere anche ricostruite, mutuando una 
classificazione già operata da Riccardo Guastini, come altrettante “analisi (tra loro configgenti) degli enunciati 
interpretativi, intesi come conclusioni di discorsi interpretativi” 
6
. 
a. Secondo la teoria cognitiva, gli enunciati profferiti da giuristi e giudici nell’interpretazione dei testi 
normativi hanno natura descrittiva: sono cioè enunciati veri o falsi. Interpretare vuol dire connettere 
parole e significati, e ciò consiste nel descrivere empiricamente dei significati preesistenti, già 
incorporati nelle parole. 
b. Secondo la teoria scettica, i discorsi interpretativi non sono né veri né falsi. Non vi sono significati 
incorporati nelle parole prima dell’interpretazione. Essendo l’interpretazione “costitutiva” dei 
significati, connettere parole e significati non equivale affatto a descrivere: gli interpreti, e in particolare 
i giudici, ascrivono significati alle formulazioni normative. 
c. Infine, secondo la teoria mista, bisogna distinguere due tipi di discorsi interpretativi. Nei casi facili e/o 
di fronte a testi chiari, gli interpreti si limitano a descrivere il significato preesistente della formulazione 
normativa, in conformità all’uso diffuso (cioè alle regole linguistiche accettate) entro una data comunità 
linguistica. In tali casi, interpretare consiste semplicemente nello scoprire il significato accettato. 
Pertanto, si può ritenere che questi discorsi interpretativi siano veri o falsi. Di fronte a testi oscuri, al 
contrario, gli interpreti ascrivono un significato alla formulazione normativa di cui si tratta. 
L’interpretazione prescelta diviene allora il risultato di una decisione discrezionale. Pertanto,in tali 
ipotesi, i discorsi interpretativi non sono né veri né falsi. 
   Delle tre succitate teorie dell’interpretazione giuridica, quelle che maggiormente interessano l’oggetto della 
presente tesi sono senza dubbio le ultime due, vale a dire quella scettica (da Noi qualificata come “estrema”) e 
quella cosiddetta “mediana” (da Noi definita scettica “moderata”). L’adesione allo scetticismo estremo è 
                                                 
5
 G. CARRIO’,  Notas sobre derecho  y lenguaje, Buenos Aires, Abeledo-Perrot, II ed., 1979, p. 57. 
6
  R. GUASTINI, Enunciati interpretativi, in “Ars interpretandi. Annuario di ermeneutica giuridica 1997”, Padova, 
Cedam, 1997, pp. 39-40.
Sitografia automatica

Non sei sicuro di avere citato tutte le fonti?
Evita il plagio! Grazie all'elenco dei link rilevati puoi controllare di aver fatto un buon lavoro

Preview dalla tesi:

Lo scetticismo interpretativo

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

Informazioni tesi

  Autore: Riccardo Zeggio
  Tipo: Laurea vecchio ordinamento (pre riforma del 1999)
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Baldassarre Pastore
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 137

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Per tradurre questa tesi clicca qui »
Scopri come funziona »

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave


Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi