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Lo sport per lo sviluppo. Organizzazioni nonprofit e Responsabilità Sociale d'Impresa a confronto.

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semplifica in parte la versione strutturale di Salamon e Anheier ed include la componente 
economica. Di conseguenza, il settore no profit è costituito da enti non guidati da 
obiettivi commerciali nØ dalla volontà di fare profitti, i quali devono essere rinvestiti nelle 
attività dell’organizzazione. Tali enti devono essere istituzionalmente separati dal 
governo dello stato, nonostante possano ricevere finanziamenti da esso, e devono essere 
in grado di autogovernarsi. Infine, le Nazioni Unite sostituiscono la componente 
volontaristica sostenendo che l’appartenenza e il contributo di tempo e denaro non 
devono essere imposti nØ richiesti dalle norme dell’organizzazione.  
Gli enti che rientrano nella definizione fornita dalle Nazioni Unite possono assumere una 
moltitudine di forme organizzative; l’Handbook on Nonprofit Institutions ne riporta 
alcuni esempi (parr. 2.21 e 2.22): gli enti fornitori di servizi nonprofit, come molte 
università ed ospedali, le organizzazioni non governative (ONG) mirate alla cooperazione 
allo sviluppo, organizzazioni artistiche e culturali, come musei ed orchestre, i club 
sportivi, le fondazioni, gruppi di supporto di diritti, associazioni popolari e le 
congregazioni religiose. In aggiunta, con l’intento di raggruppare e suddividere in base al 
loro fine i diversi enti inclusi dalla definizione, le Nazioni Unite hanno adottato,  
nell’Handbook on Nonprofit Institutions, la Classificazione Internazionale delle 
Organizzazioni Nonprofit (International Classification of Nonprofit Organizations – 
ICNPO). Tale classificazione è stata elaborata in collaborazione con un gruppo di 
studiosi del John Hopkins Comparative Nonprofit Sector Project e modellata 
sull’International Standard Industrial Classification (ISIC) (Nazioni Unite, 1990). La 
classificazione è risultata efficace in seguito alla sua applicazione ad un ampio numero di 
Stati che presentano un diverso livello di sviluppo economico, diversi sistemi politici, 
legali e culturali, nonchØ varie dimensioni, opportunità e ruoli del proprio settore 
nonprofit. Il sistema divide il settore nonprofit in base alla principale attività svolta in 
dodici gruppi, suddivisi a loro volta in trenta sottogruppi. Il primo gruppo include le 
attività culturali e ricreative, tra cui troviamo anche lo sport; il gruppo seguente coinvolge 
gli enti che si dedicano all’istruzione ed alla ricerca; il terzo riguarda l’ambito sanitario 
mentre il quarto i servizi sociali; seguono la tutela dell’ambiente e degli animali, la 
promozione dello sviluppo economico e sociale e le organizzazioni di avvocati e servizi 
legali; l’ottavo gruppo comprende i mediatori filantropici e  gruppi di promozione del 
volontariato, mentre il nono riguarda le attività internazionali; il decimo è riservato alle 
congregazioni e alle associazioni religiose; il gruppo numero undici alle attività delle 
imprese e l’ultima è una classe residuale.

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Informazioni tesi

  Autore: Federica Corona
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Studi internazionali, dello sviluppo e della cooperazione
  Relatore: Aldo Geuna
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 87

FAQ

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Parole chiave

sport
responsabilità sociale d'impresa
stakeholder theory
squadre sportive
organizzazioni nonprofit
inter campus

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