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Lo Status di Rifugiato nell'Unione Europea

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Anteprima della tesi: Lo Status di Rifugiato nell'Unione Europea, Pagina 13
 18
La dottrina
21
 è concorde nel non riconoscere alcun obbligo allo Stato di 
tollerare l’asilo offerto nel suo stesso territorio da un altro stato, salvo là dove ciò 
sia previsto da accordi internazionali. 
Su questo punto di vista si sono evidentemente sempre schierati gli Stati, 
che hanno spesso esplicitamente opposto la legittimità del diritto d’asilo, 
invocando ad opposizione la loro potestà territoriale ed il loro diritto ad 
esercitarla liberamente
22
. 
Tuttavia, una forma di legittimazione dell’istituto è avvenuta a seguito del 
riconoscimento della sua funzione umanitaria. 
Già nel 1912 gli stessi Stati Uniti d’America, tradizionalmente forti 
oppositori di una qualsiasi forma di legittimazione dell’istituto, dichiaravano, per 
bocca del ministro degli affari esteri Knox, che andava fatta una distinzione tra 
diritto d’asilo in senso stretto e l’accordare rifugio temporaneo nell’abitazione di 
un diplomatico onde conservare la vita ad un innocente
23
.  
Si assiste ad ulteriori sviluppi in questo senso nel periodo tra le due guerre: 
riferimenti all’asilo per motivi umanitari si ritrovano, infatti, in circolari e 
dichiarazioni governative, specialmente di paesi latino-americani e specialmente in 
seguito alla guerra civile spagnola. 
Nella risposta, nel 1939, ad un memorandum del Cile di richiesta d’appoggio 
alla sua iniziativa a favore dei rifugiati che avevano trovato protezione nelle 
legazioni, il governo Venezuelano dichiarò chiaramente che “l’asilo non è un 
diritto ma una pratica umanitaria”
24
. È evidente da questa da questa affermazione il 
desiderio dello stato di mantenere l’ultima decisione in materia, poiché escludendo 
l’asilo come diritto dell’individuo, esso ribadisce il diritto dello stato di 
concederlo o meno
25
. 
                                                          
21
 Ibidem, 399-419, François Crépeau, (1995), op. cit., 46-51. 
22
 Questo tipo di accordi esiste solamente fra gli stati Latino americani, come la Convenzione di Montevideo del 1933 o 
la Convenzione di Caracas del 1954; Mario Giuliano, Tullio Scorazzi, Tullio Treves, (1983), op. cit., 399-419; François 
Crépeau, (1995), op. cit., 46-51. 
23
 Citato in Giorgio Balladori Pallieri, Diritto Internazionale Pubblico, (1941), 492. A questo proposito significativa è 
inoltre la disposizione della marina militare che precisa (vedi Mario Giuliano, Tullio Scorazzi, Tullio Treves, (1983), 
op. cit., 411): “Tuttavia in paesi dove si verificano frequenti insurrezioni di governo, l’uso ammette la concessione 
dell’asilo; ma persino nelle acque di tali paesi gli ufficiali (…) dovrebbero respingere le domande d’asilo, a meno che il 
loro accoglimento non sia richiesto da ragioni di umanità in situazioni del tutto eccezionali…” 
24
 Mario Giuliano, Tullio Scorazzi, Tullio Treves, (1983), op. cit., 407. 
25
 Dello stesso avviso è, nel dopoguerra, la posizione dell’Italia, come emerge dalla dichiarazione del delegato italiano 
Cassese, nella riunione del 28 Ottobre 1975 della VI Commissione dell’Assemblea generale: “…asilo 
diplomatico…possa essere accordato in circostanze urgenti e eccezionali per fini umanitari…Tuttavia il governo ritiene 
che gli stati dovrebbero avere la più ampia discrezionalità…” (cit. in Mario Giuliano, Tullio Scorazzi, Tullio Treves, 
(1983), op. cit., 409). 

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Informazioni tesi

  Autore: Claudia Bonamini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Antonio Papisca
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 244

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