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Marie-Dominique Chenu, tra modernismo e medievismo

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Anteprima della tesi: Marie-Dominique Chenu, tra modernismo e medievismo, Pagina 10
11 
 
che si rifà, in una certa misura, alla classificazione che del 
modernismo ha dato l’autorità ecclesiastica nell’enciclica Pascendi, 
nella quale il movimento viene descritto come compendio di tutte le 
eresie e fondamento della distruzione del cristianesimo. Queste due 
definizioni, che a una prima lettura sembrano totalmente in contrasto, 
a una più attenta analisi non solo non si escludono a vicenda, ma 
risultano, proprio nella loro diversità, estremamente utili per effettuare 
una ricostruzione critica completa del movimento. Infatti, se la prima 
ci permette di recuperare il contesto culturale che origina la crisi, ma 
anche gli sviluppi positivi delle discipline teologiche, la seconda 
permette la ricostruzione degli itinerari biografici dei diversi 
personaggi, punto importante della ricerca che ci apprestiamo a 
compiere.  
 
1.2  Lo sviluppo delle scienze e delle istituzioni culturali. 
 Tracciando un bilancio del modernismo, il gesuita Rouquette, 
nel 1956, scriveva sulla rivista Études che il movimento si riduceva a 
ben poca cosa: cinque o sei nomi, due riviste e qualche libro7. 
Diversamente la pensavano i polemisti come il Cavallanti, che 
consideravano il movimento pericoloso e in rapida espansione nelle 
diocesi, nei seminari e tra i teologi8.  Alla luce di tali giudizi, il 
modernismo era davvero il compendio di tutte le eresie, che dilagava a 
macchia d’olio, oppure, come scriveva Rouquette, era qualcosa di 
limitato e circoscritto a pochi pensatori, tanto che era possibile stilare 
                                                         
7
 Cfr. R. ROUQUETTE, Bilan du modernisme, in Études, 6 (1956), pp. 321-343. Fra i personaggi legati al modenismo, 
vengono presentati, anche se con toni e meriti diversi, Loisy, Tyrrell, Miss Maud Petre, fedele custode della memoria di 
Tyrrell, Hébert, von Hügel, Paul Sabatier, Le Roy, Laberthonnière. Due sono le riviste segnalate, la Revue d’histoire et 
de littérature religieuses, e gli Annales de philosophie chrétienne. Cinque invece i testi indicati come manifesti, i 
Souvenirs d’Assise di Hébert; L’Evangile et l’Église e Autour d’un petit livre, di Loisy; la Lex credendi, di Tyrrell; 
Qu’es-ce qu’un dogme?, di E. Le Roy. L’autore ricorda poi alcuni romanzi prodotti in qualche modo nella e dalla crisi 
modernista; fra questi è presente anche Il Santo di Fogazzaro, notissimo al momento della pubblicazione, ma ormai 
caduto in oblio, sempre secondo l’opinione di Rouquette.    
8
 Si tratta in genere di opuscoli polemici, privi di ogni fondamento scientifico, ad esempio, in A. CAVALLANTI, 
Letteratura modernistica. Fatti e persone degli ultimi giorni, Siena 1910. Si veda anche ID., Modernismo e modernisti, 
Torino 1908. 
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Marie-Dominique Chenu, tra modernismo e medievismo

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Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Autorino
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Armando Bisogno
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 129

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