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Memoria musicale e malattia di Alzheimer

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Anteprima della tesi: Memoria musicale e malattia di Alzheimer, Pagina 11
implicita coinvolgendo diversi tipi di memorie: percettiva, emozionale, 
comportamentale, somatosensoriale, motoria. 
Mentre la memoria esplicita è cosciente, la memoria implicita non è cosciente e non 
appartiene al verbale. 
L’esperienza dell’ascolto interessa entrambe. L’ascolto attiva la ricerca nella 
memoria di sensazioni, ricordi, emozioni che ci appartengono e ciò che si prova è 
poco verbalizzabile. La musica ha qualcosa di inesprimibile, è l’arte della 
presenza/assenza, legata profondamente al mondo delle emozioni. 
Il potere regressivo dell’ascolto induce uno stato contemplativo, una dimensione di 
rèverie dove abitano le fantasie e dove si ambienta la nostra memoria 
continuamente ricreata. 
L’interesse si sposta dall’oggetto – suono alla relazione dell’Io-oggetto. 
“Il registro sonoro si propone come struttura aperta, rinvio dal sensibile al sensato, 
18
luogo creativo nel quale è possibile identificare alcune parti di se stessi” 
L’attività ri-creatrice dell’ascolto permette una rappresentazione del vissuto che 
appartiene alla memoria implicita delle prime relazioni significative. 
La simbolizzazione musicale è legata alla sfera emozionale e cinetica; emozione 
significa “muovere verso” (emoveo) e ne racchiude il significato dinamico. 
Negli schemi di tensione e distensione che Imberty attribuisce alla musica, si può 
cogliere una forte analogia con la dinamica delle emozioni. L’alternanza di tensione e 
distensione, propria del fluire musicale nel tempo, attiva in chi ascolta il piacere e il 
dispiacere. 
Shopenhauer parla di “struttura del desiderio” che corrisponde alla “struttura della 
melodia”. La struttura della musica ha in sé anche quella della “ tensione del 
19
desiderio inappagato” e la “distensione del desiderio appagato”. Il movimento 
ondulatorio tra tensione e distensione, tra desiderio inappagato e desiderio 
appagato, tra insoddisfazione e soddisfazione rivela la vita stessa di cui la musica è il 
canto. 
Shopenhauer pensa la musica come “canto del mondo, melodia di cui il mondo è il 
testo”. 
Imberty considera gli schemi di tensione e distensione in rapporto alla complessità o 
semplicità formale di un brano e al relativo potere attivante di schemi di integrazione 
e disintegrazione dell’Io. La musica, quindi, agirebbe sulle emozioni in base al suo 
grado di complessità formale. Inoltre, alcuni modelli sedimentati nella memoria 
esplicita e implicita troverebbero corrispondenza nella strutturazione di complessità 
formale del brano. In altre parole: la musica risuona dentro di noi. 
La componente melodica permette la rappresentazione unitaria della forma 
musicale; la memoria implicita custodisce la memoria sensoriale legata ai primi 
scambi affettivi madre-bambino e il tema musicale evoca quelle prime sensazioni, 
fluttuanti e non verbalizzabili. 
18
J.L., NANCY 2002, All’ascolto, Cortina, Milano, 2004 
19
 G.PIANA, Teoria del sogno e dramma musicale. La metafisica della musica di Shopenhauer, Guerini e 
Associati, 1987 
18 

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Memoria musicale e malattia di Alzheimer

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Informazioni tesi

  Autore: Giovanna Dellacasagrande
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Musicoterapia
Anno: 2010
Docente/Relatore: Alfredo Raglio
Istituito da: Casa della Musica - Genova
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 114

FAQ

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