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Neoliberalismo: dal contributo di Foucault al dibattito attuale

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Con l’economia politica nascono nuovi princìpi di razionalizzazione e analisi delle pratiche 
politico-economiche, in altre parole nasce un nuovo regime di verità: se nell’era pre-
Moderna la preoccupazione maggiore del sovrano era governare conformemente alle leggi 
morali, divine o naturali, e nel XVI-XVII secolo la preoccupazione era governare così 
minuziosamente e profondamente da portare lo Stato al massimo delle sue forze, intorno al 
XVIII secolo si comincia a regolare l’azione di governo sulla base di un massimo ed un 
minimo fissati dalla natura delle cose. Questo nucleo teorico costituisce la base della 
formazione del liberalismo.  
 
1.3 Il costituirsi dell’arte di governo liberale 
 
Con il termine “governamentalità”, Foucault delinea quella specifica arte di governo che, 
attraverso un insieme di «istituzioni, procedure, analisi, riflessioni, calcoli e tattiche», 
permette il controllo della popolazione e garantisce il «governo dei viventi»
10
. La 
governamentalità liberale non si sostituisce alla ragion di Stato moderna, ma pone come 
finalità l’attuazione del governo minimo, o “frugale”, cioè quel governo che non perde mai 
di vista la questione del troppo e del troppo poco. Il tratto principale del liberalismo sta nel 
ruolo che assume ciò che si chiama “mercato”: fino alla prima parte dell’800’, il mercato era 
luogo di giurisdizione ed equa distribuzione, dove la rigida regolamentazione era pensata 
per proteggere il consumatore dalle frodi.  
 
Era un luogo di giustizia, inoltre, nel senso che il prezzo di vendita fissato nel mercato veniva 
considerato […] come un giusto prezzo o come un prezzo che comunque doveva corrispondere al 
giusto prezzo, vale a dire un prezzo che doveva mantenere un certo rapporto col lavoro fatto, con i 
bisogni dei mercanti e, ovviamente, con i bisogni e le possibilità dei consumatori. Luogo di giustizia, 
al punto che il mercato doveva essere un luogo privilegiato della giustizia distributiva. Infatti le 
regole del mercato, facevano sì che ci si accordasse almeno in relazione a un certo numero di prodotti 
essenziali, […] in modo che, se non i più poveri, almeno alcuni dei più poveri potessero acquistare 
determinati beni alle stesse condizioni dei più ricchi. […] Infine, era un luogo di giustizia perché la 
condizione che soprattutto doveva essere garantita nel mercato era […] l'assenza di frode. Si trattava, 
cioè, di proteggere l'acquirente. Il mercato […] era percepito all'epoca come un rischio. […] Questo 
sistema – regolamentazione, giusto prezzo, sanzione della frode – faceva sì che il mercato fosse 
essenzialmente, e funzionasse realmente come un luogo di giustizia.
11
 
 
Già verso la fine del 700’, tuttavia, cominciava ad emergere un cambiamento nel campo 
della politica economica: in primo luogo il mercato sembrava obbedire (o dover obbedire) a 
meccanismi “naturali”, cioè spontanei. In secondo luogo, sembrava che il “lasciar fare” 
questi meccanismi provocasse una naturale regolazione dei prezzi. Da luogo di giurisdizione, 
il mercato diveniva sempre più luogo rivelatore di verità. Se i prezzi sono conformi a dei 
meccanismi naturali, costituiscono un criterio di valutazione («veridizione» è il termine 
utilizzato da Foucault) delle pratiche di governo. In virtù di cosa è diventato possibile per il 
mercato costituirsi come principio di veridizione? I fattori, spiega Foucault, sono da ricercare 
nelle dinamiche economiche che si sviluppano a partire dal XVII secolo: grande disponibilità 
di oro e moneta grazie all’importante afflusso di oro americano, crescita economica e 
demografica sostanziale, intensificazione della produzione agricola, ingresso di tecnici nel 
campo governativo e teorizzazione dei problemi economici.  
 
 
10
 M. Foucault, La governamentalità, «Aut-aut», 167-168 (1978), 28.  
11
 Michel Foucault, Nascita della biopolitica, cit., p. 38.

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Informazioni tesi

  Autore: Claudio Gori
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Dario Gentili
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 74

FAQ

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