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Parità uomo donna in materia di lavoro

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Anteprima della tesi: Parità uomo donna in materia di lavoro, Pagina 4
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Nella “sfida delle differenze” a cui il diritto del lavoro è oggi chiamato a 
rispondere, è innegabile il nesso di tale disciplina con il valore di 
uguaglianza, che viene in rilievo in termini di annullamento delle differenze 
individuali irrilevanti ai fini del riconoscimento della pari dignità di ogni 
persona, ma anche di impegno all’eliminazione delle situazioni di 
svantaggio economico e sociale
3
. 
I due commi dell’articolo 3 sono tradizionalmente identificativi di 
un’uguaglianza di tipo formale e di una di tipo sostanziale: la prima 
mirante alla realizzazione della parità uomo-donna intesa come astrazione 
dalle differenze intercorrenti fra i due sessi, e dunque come medesimo 
trattamento, anche retributivo; la seconda, invece, tendente a rimuovere le 
                                                           
3
 Sul punto, v. D. IZZI, op. cit., 2, secondo la quale i processi sociali in atto, il 
multiculturalismo e le profonde trasformazioni intervenute nei sistemi di produzione e nei 
metodi di lavoro hanno in realtà messo in crisi il paradigma egualitario su cui fonda 
l’intera materia del diritto del lavoro. Il diritto del lavoro è oggi chiamato ad adeguarsi alle 
mutate istanze del tempo attuale e a rispondere alla sfida delle differenze, indotta dalla 
moltiplicazione dei fattori di rischio. In tale contesto non è però condivisibile, secondo 
l’Autrice, l’atteggiamento di quanti si fanno promotori di un “ridimensionamento del peso 
tradizionalmente assegnato all’eguaglianza dal diritto del lavoro, sostenendo che tale 
valore, anziché essere considerato essenziale fondamento della disciplina in questione, 
debba essere posto sullo stesso piano della dignità e soprattutto della libertà personale”. 
“È in realtà lo stesso capoverso dell’art. 3 Cost., “laddove imputa agli “ostacoli di ordine 
economico e sociale”, che è “compito della Repubblica rimuovere”, la responsabilità di 
limitare di fatto, al tempo stesso, “la libertà e l’eguaglianza dei cittadini”, a lasciar 
intendere che l’autodeterminazione, e dunque l’effettiva possibilità di ciascuno di 
orientare autonomamente le proprie scelte, non può essere disgiunta dall’impegno al 
superamento delle condizioni di minorità che comprimono in concreto, per alcuni, tale 
possibilità”. Libertà ed eguaglianza, dunque, contribuiscono insieme al libero sviluppo 
della persona. Ad egual modo, non avrebbe senso prospettare una mitigazione del valore 
dell’eguaglianza in nome della tutela della dignità individuale poiché “è lo stesso art. 3, 1° 
co. Cost. (nell’affermare la “pari dignità sociale” di tutti i cittadini) ad indicare la seconda 
quale basilare campo d’applicazione della prima”. “Libertà e dignità della persona sono 
elementi costruttivi del principio di eguaglianza, non valori ad esso estranei o addirittura 
antagonisti”. Inoltre, che “una rilettura in tono minore dell’eguaglianza sia imposta ai 
giuristi dai profondi cambiamenti intervenuti negli anni recenti a livello sociale, economico 
e culturale, risulta difficile da sostenere, se si guarda alla vertiginosa ascesa di cui il 
relativo principio si è reso protagonista nell’ordinamento europeo, a partire da quando la 
Corte di giustizia, estrapolandolo in via interpretativa dall’insieme dei divieti di 
discriminazione, ne ha riconosciuto il rango fondamentale per il diritto comunitario”. Per 
quanto attiene al valore della diversità e la correlazione col principio dell’eguaglianza si 
veda anche M. RUSCIANO, Il valore della diversità nel diritto del lavoro in R. SANTUCCI, 
G. NATULLO, V. ESPOSITO, P. SARACINI (a cura di), op. cit., 141 e 143 ss. secondo il 
quale il diritto del lavoro, per realizzare l’eguaglianza tra i lavoratori, deve impedirne le 
discriminazioni e valorizzarne le differenze, cercando di essere in grado di mantenersi in 
equilibrio tra l’eguaglianza formale, sostanziale e valutativa, tra parità di trattamento e 
disparità giustificate.

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Parità uomo donna in materia di lavoro

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Informazioni tesi

  Autore: Donatella Casamassa
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi del Molise
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: M. Novella Bettini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 289

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