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Per un modello di sviluppo della Calabria fondato sull'ecoturismo

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Una maggiore attenzione merita l’altopiano della Sila, sia per la diversità di 
ambiente e clima, sia per le caratteristiche incantevoli. 
Unico e imponente, l’altopiano della Sila occupa tutta la parte centrale della 
regione, si estende per 150 mila ettari. La Sila rappresenta un blocco costituito 
prevalentemente da rocce cristalline e graniti, molto diversi dai calcari visti 
prima. Buona parte del patrimonio silano ancora non è stato esplorato, come le 
grotte del Monte S. Elia, del Monte Tiriolo, del gesso di Verzino e di Caccuri. 
Il territorio è suddiviso in tre settori: la Sila Greca, la Sila Grande, la Sila 
Piccola. La Sila Greca, così chiamata per aver fatto parte della Magna Grecia, 
presenta come habitat principale il bosco di latifogli, sul Monte Paleparto, la 
Serra Crista d’Acri, la Serra Castagna. Le valli dei pochi fiumi presentano zone 
collinari in tutto il territorio. La Sila Grande costituisce una vasta parte di tutto 
l’altopiano, contiene i tre grandi laghi artificiali: il Cecita, l’Arvo e 
l’Ampollino. Il Monte Altare, il Monte Sordillo, presentano estese foreste di 
conifere e si estendono fino al Piano di Macchialonga. Dominanti a sud sono le 
valli del Neto e del Garga, vicino al Monte Volpintesta. Ancora di rilevante 
imponenza sono i monti Botte Donato, Carrumango, Montenero, che 
circondano i tre laghi. Le scoscese e i fitti boschi terminano nelle valli del Crati 
e del Savuto, da dove comincia la Sila Piccola. A sud del lago Ampollino, 
infatti troviamo i monti Scorciavuoi, Gariglione e Femminamorta. Anche qui 
non mancano ruscelli e valli che si estendono fino alla Catena della Serre. 
Nonostante i vari disboscamenti abbiano desolato diverse estensioni di 
territorio, l’altopiano rimane ancora molto vegetato. I valloni in prossimità 
della costa sono popolati da leccio e sughera. Non mancano comunque boschi 
di querce caducifoglie, castagni,  antiche foreste di molti pini, molti faggi  e 
pochi abeti. Meno rari sono anche alcuni alberi da frutto come il pero, il pruno 
e il melo selvatici. La fauna è dominata, naturalmente, da lupi, caprioli, daini, 
cervi e altri. 
Vicino al paese di Longobucco incontriamo la valle del fiume Trionfo, in 
prossimità del Monte Paleparto, insieme ad uno spettacolare complesso di rupi. 
Siamo intorno ai 1000/1500 metri e incontriamo diversi monti, valli, fiumi e 
laghi, come il cozzo del Principe, il bosco del Patirion, la Serra Cipollata, il 
Monte Volpintesta, il Monte Gariglione, il lago Ampollino, circondato da 
foreste di pini e faggi. 
Percorrendo verso sud la penisola incontriamo la Catena della Serre, 
caratterizzata da successivi rilievi collinari e montuosi, compresi tra l’istmo di 
Marcellinara a nord e la Sella della Limina a sud. A est invece è attaccata al 
Massiccio dell’Aspromonte. Questi monti sono di origine cristallina e colmi di 
graniti. La parte settentrionale della catena comprende alcuni monti tra i quali i 
più importanti sono la Serra Alta, Covello, Coppari e Cucco, coperti da una 
fitta foresta. Al centro invece l’altitudine è minore, siamo nella conche di Serra 
S. Bruno e della Lacina, anche qui la foresta ricopre tutte le dorsali fino alle 
cime. Qualche corso d’acqua è possibile incontrarlo ad est, nelle valli che 
separano la catena dall’Aspromonte, come le valli della fiumara Stilaro, o la 
valle dell’Ancinale a nord, nei pressi della quale scorre il fiume Alaca. Molte 
zone non sono abitate da parecchi anni, è infatti frequente incontrare qualche 
casolare abbandonato e diroccato.  Le foreste sono piene di faggi, agrifogli, 
ginestre, castagni, ontani. Nonostante lo sterminio venatorio, queste zone sono 

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Per un modello di sviluppo della Calabria fondato sull'ecoturismo

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Longo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi della Calabria
  Facoltà: Economia
  Corso: Discipline Economiche e Sociali
  Relatore: Matteo Marini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 149

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