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Pitture murali dell'Oratorio di Pozzoveggiani

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 4
C a p i t o l o  I  
CENNI STORICI SUL VILLAGGIO E LA CHIESA DI POZZOVEGGIANI 
L’oratorio di San Michele Arcangelo a Pozzoveggiani si trova a pochi chilometri dal centro di 
Padova sull’originario percorso della via Annia, antica strada militare romana costruita nel II secolo 
a. C. per collegare Adria ad Aquileia1; oggi la via Annia si può identificare con la strada provinciale 
Bovolentana che collega Padova a Bovolenta. In età romana, dove ora si trova la chiesa sorgeva un 
centro abitato denominato Publicianum, lambito da un  ramo del fiume Bacchiglione. Del villaggio 
Publicianum si parla nelle pergamene del capitolo della cattedrale patavina (Privilegiorum I, 4 e 
segg.) dove si rende noto che il 20 aprile 918 Berengario2 conferma ai canonici di Padova la 
proprietà dei beni e delle decime sulla città e le villulae circostanti. Tra queste compare anche 
Publicianum spesso ricorrente anche come Pobliciano, un vicus di fondazione romana come 
chiaramente testimoniano i vari reperti archeologici: l’iscrizione a Opsidio Rufo su un piccolo 
blocco di pietra d’Istria incastrata sulla parete nord della chiesa e la lapide della dea Fortuna (CIL 
V, 2791)3, oggi al Museo civico di Padova. Ancora negli anni 964, 968, 1055 e 1095 troviamo 
citato Pobliciano nei documenti e specificamente nel 1027 e 1047: in villa quae dicitur Pobliciano4 
situato tra le villulae di Casale e Albignasego. In un documento del 1123, poco dopo la distruzione 
della cattedrale di Padova a causa del terremoto del 1117, Callisto II riconferma i beni ai canonici; a 
questo punto si rileva che nelle pergamene ora compare Puteus Vitaliani al posto di Pobliciano, 
nome da cui è con tutta probabilità derivato Pozzoveggiani attraverso le tante variazioni, tra cui le 
più recenti: Puzivigiani (1519), Puçivigliano (1588), Pozzivigiani (1685), Pozzivigliani (1780), 
                                                        
1
 L. BOSIO, Itinerari e strade della Venetia romana, “Pubblicazioni dell’Istituto di Archeologia dell’Università di Padova”, 
5, Padova 1970, pp. 53-54. 
2
 “L’imperatore Berengario da Pavia confermava, su richiesta dei vescovi suoi fedeli, alla chiesa padovana ciò che re, 
imperatori e singoli fideles viri avevano ad essa offerto e disponeva che i canonici al servizio della stessa e i loro 
successori avessero la potestà, con il consenso del vescovo, di dividere fra loro le rendite provenienti dalla decima della 
città e dai titoli e villaggi spettanti ad essa”: A. TILATTI, Istituzioni e culto dei santi a Padova fra VI e XII secolo, 
Roma, 1997, pp. 1-56.  
3
 Il documento epigrafico più importante proveniente da Pozzoveggiani è l’iscrizione CIL V, 2791, sita già nel XVI secolo 
nel cimitero della chiesa; il breve testo dell’iscrizione, oggi al Museo civico di Padova, dice: Fortunae sacrum. / 
P(ublius) f(ilius) Rufus IIIIvir / tr(ibunus) mil(itum) leg(ionis) IIII Scythic(ae) / praef(ectus) fabr(um). Esiste inoltre una 
seconda epigrafe posta sulla parete nord della chiesa: F. D. / Opsidius Rufus / tri(bunus) mil(itum) / leg(ionis) IIII / 
Scythicae. Per lae lapidi cfr. G. FURLANETTO, Le antiche lapidi patavine illustrate, Padova 1847, pp. 36-38 (tav. VII), 
402-404; M. P. BILLANOVICH, Da Padova Romana a Padova cristiana. Una lapide inedita del tempio della Fortuna a 
Pozzoveggiani e le memorie di S. Giustina, “Aevum”, LIII (genn. apr. 1979), pp. 51-65. 
4
 Padova, Archivio Capitolare, Privilegiorum I, 9, 10, 15, 26, 28, 35. ACV. Villarum 9, Spasano, Tomus niger, 3, 9,  ecc. 
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Pitture murali dell'Oratorio di Pozzoveggiani

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Informazioni tesi

  Autore: Patrizia Alunni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1999-00
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali
  Corso: Conservazione dei Beni Culturali
  Relatore: Andrea G. De Marchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 98

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