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Processi decisionali e movimenti di protesta tra scienza e politica. Una comparazione tra Italia e Francia sul caso alta velocità

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7 2. I conflitti ambientali tra scienza e politica 2.1 Le dimensioni del conflitto ambientale e territoriale 2.1.1 Expertise, prot esta, coinvolgiment o Una delle questioni attualmente più dibattute, nel discorso scientifico quanto in quello politico, è quella dei cosiddetti movimenti NIMBY (Not-in-my-backyard), gruppi locali creati e tenuti insieme dall’opposizione a scelte percepite come una minaccia per la qualità della vita locale, specie in campo infrastrutturale. Tale fenomeno è spesso visto come un conflitto avente le sue radici nel localismo egoi- stico delle popolazi oni interessate [Andretta 2004], ma a parere di mol ti studiosi [Bobbio 1999; 2002c; 2004c; Trom 1999; Latour 1999] ciò non sarebbe che la metà della questione, considerando che il “ Nimbysmo” più che essere una sindrome, sarebbe solo la conseguenza della vera patologia: il modello DAD (decisione-annuncio-difesa) di policy-making [Susskind 1985]. In un tale modello, il potere cen- trale compie le sue scelte in completo isolamento rispetto alla società civile, e solo a questo punto an- nuncia tali scelte al pubblico. Così facendo, queste ultime possono eventualmente, anche in caso di pro- teste, soltanto essere difese, senza alcuna possibilità di cambiamento o al limite con parziali aggiusta- menti sul “come”, lasciando in un’area di indiscutibilità sia il “dove” sia il “se” [della Porta e Piazza 2008, 103]. I s osteni tori della democrazia parteci pativa, del co nsensus buil din g e dell’Alternative Dispu- te Resolution suggeriscono invece che potrebbe essere meglio non fidarsi troppo ciecamente della co- strizione legale e dell’affidabilità tecnica, seguendo il principio del “non svegliare il can che dorme” riferito alle comunità locali, ma al contrario coinvolgere tu tti i potenziali stakeholders e prendere i n con- siderazione le proteste prima che sia troppo tardi, evitando di farle scoppiare ad opere già iniziate [Bob- bio e Zeppetella 1999]. L’idea sottostante si basa sull’ipotesi che non sarebbe più possibile creare outcomes per un gruppo (specie se negativi) senza allo stesso tempo riconoscere il diritto di tale gruppo di esprimere il suo punto di vista, secondo il principio guida “nessun impatto senza rappresentanza” [Bobbio 2002b]. L’approcci o top-down, questa è l’ipotesi, sarebbe certamente in grado di produrre deci- sioni tecnicamente fondate in tempi brevi, ma, essendo basato sulla forma “prendere o lasciare”, potreb- be rivelarsi troppo poco flessibile in caso di opposizioni. L’approccio inclusivo, viceversa, è immaginato come l’unico modo per risolvere le proteste prima che queste scoppino, perdendo sicuramente più tempo nella fase iniziale, ma evitando situazioni di stallo ad implementazione già avviata. Da una comunicazione corretta che eviti l’imposizione potrebbe avere origine, in caso si venga a formare un adeguato setting deliberativo, un comportamento più collaborati- vo da parte dei destinatari delle poli tiche [Elster 1998c]. Bobbio [2004a, 128-132] sos tiene peral tro che sia da rigettare l’idea che un processo di scelta in cui molti mettono mano comporti necessariamente politiche peggiori, con il rischio di cattivi compromessi, allungamento dei tempi, stallo decisionale o accordi spartitori. Anzi, l’allargamento dell’arena dei decisori porterebbe, in molti casi, a politiche mi- gliori sotto l’aspetto sia dell’efficacia, sia addirittura dell’efficienza [Giannetti e Lewanski 2006], oltre che di una più scontata maggiore equità. Sotto quest’ultimo aspetto, è assai probabile che i risultati rag-
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Processi decisionali e movimenti di protesta tra scienza e politica. Una comparazione tra Italia e Francia sul caso alta velocità

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Informazioni tesi

  Autore: Valerio Lastrico
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Sociology
Anno: 2011
Docente/Relatore: Ota de Leonardis
Correlatore: MauroBarisione
Istituito da: Università degli Studi di Milano
Dipartimento: Graduate School in Social and Political Sciences
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 534

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Parole chiave

tav
rischio ambientale
movimenti sociali
processi decisionali
expertise
torino-lione
tecnocrazia
conflitti ambientali
arene allargate
alta velocità

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