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Profili civilistici del Decreto Legislativo n.231/2001

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Anteprima della tesi: Profili civilistici del Decreto Legislativo n.231/2001, Pagina 8
legge 300/2000 e ha costruito il sistema generale della 
responsabilità degli enti collettivi.  
Il percorso di attuazione della delega contenuta nella legge 
300/2000 è stato, tuttavia, faticoso
19
, in quanto, pur contenendo la 
stessa, in maniera dettagliata e puntuale i criteri ai quali il 
Governo avrebbe dovuto attenersi nel disciplinare la 
responsabilità da reato degli enti, ha suscitato, nel mondo 
imprenditoriale, molte resistenze all’introduzione di un principio 
di così radicale novità come quello, appunto, della responsabilità 
delle persone giuridiche
20
.  
Un primo fondamentale problema, poi, che il legislatore italiano 
ha dovuto affrontare, in sede di implementazione delle norme 
internazionali sulla responsabilità delle persone giuridiche, era 
quello concernente la natura di tale responsabilità. 
Gli strumenti internazionali, infatti, non dettavano direttive 
vincolanti, nel pieno rispetto delle peculiarità dei sistemi 
nazionali. 
Orbene, sia la legge-delega sia il decreto legislativo qualificano 
la responsabilità degli enti come responsabilità 
“amministrativa
21
”, collegata, sic et simpliciter, alla commissione 
di reati. 
                                                                                                                            
responsabilità, in Diritto penale e processo, n° 11/2001, pagg. 1348 e segg.; IDEM, 
Responsabilità delle persone giuridiche: pregi e limiti del d. lgs. n° 231/2001, in Danno e 
Responsabilità, n° 3/2002, pagg. 247 e segg.. 
19
 A. IANNINI-G.M. ARMONE, Responsabilità amministrativa degli enti e modelli di 
organizzazione aziendale, pag. 20 e segg.. 
20
 A. IANNINI-G.M. ARMONE, op. cit. pag. 22: “…….Così si spiega come il legislatore 
delegato, pur rispettando le scelte fondamentali operate nella legge delega, ha così 
apportato alcune correzioni di rotta, che hanno in parte ridimensionato la portata 
dirompente della nuova disciplina. Le due correzioni più importanti riguardano il catalogo 
dei reati dai quali può scaturire la responsabilità degli enti e il ruolo dell’organizzazione 
aziendale nella valutazione della responsabilità. Infatti, mentre la legge-delega conteneva 
un vasto elenco di reati, il d. l.vo 231/2001, nella sua struttura originaria, si presenta come 
un testo sbilanciato, nel quale la parte generale sui principi e sul procedimento applicabile 
figurava come preponderante, mentre il catalogo dei reati si presentava visibilmente ridotto 
rispetto alle indicazioni contenute nella legge-delega: in particolare, risultano amputate tutte 
le fattispecie colpose che si ricollegano al rischio di impresa. Sotto il secondo profilo, la 
responsabilità degli enti, poi, ha assunto un carattere meno drastico: la connotazione semi-
oggettiva dei criteri di imputazione è venuta meno e hanno trovato spazio istituti che 
consentono con maggiore facilità l’esonero da responsabilità, ammorbidendo, di fatto, 
l’efficacia della nuova normativa”. 
21
 Questa etichettatura - riconducibile ad una logica fuzzy (cfr. KOSKO, Il fuzzy-pensiero. 
Teoria e applicazioni della logica fuzzy, 1999 in nota 121) A. FIORELLA - G. 
 
12

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Informazioni tesi

  Autore: Claudio Martina
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Luca Enriques
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 122

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Parole chiave

231
d. lgs. 231
modelli di organizzazione gestione e controllo
modello organizzativo
organismo di vigilanza
responsabilità amministrativa
responsabilità amministrativa degli enti
responsabilità amministrativa persone giuriche
responsabilità degli enti
responsabilità persone giuridiche

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