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Quando c'era il duce i treni arrivavano in orario - Cronaca e propaganda nell'epoca fascista

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Anteprima della tesi: Quando c'era il duce i treni arrivavano in orario - Cronaca e propaganda nell'epoca fascista, Pagina 3
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risposta. Questo semplice modello fu applicato alla descrizione della societ  di 
massa, soprattutto riguardo all isolamento fisico e normativo degli individui. 
Ossia, allo stimolo prodotto dai mezzi di comunicazione di massa sul pubblico 
corrispondeva una risposta da parte di esso coerente con le intenzioni 
dell emittente. 
 
Ci  che piø risalta dagli assunti di base della teoria ipodermica Ł «l insistenza 
sulla massificazione e passivit  dei pubblici» 6, dato che «la presenza del concetto 
di massa Ł fondamentale per la comprensione della teoria ipodermica, che 
talvolta si riduce appunto ad una illustrazione di alcune caratteristiche della 
societ  di massa». 7 Lo studio scientifico del concetto di massa ebbe inizio alla 
fine del XIX secolo con il saggio del giurista e sociologo italiano Scipio Sighele 
(1868-1913) La folla criminale (1891), e il piø conosciuto Psicologia delle folle 
(1895) del medico psicopatologo francese Gustave Le Bon (1841-1931), edito 
nello stesso anno. Lo studioso francese Ł il primo a considerare l importanza di 
un legame tra possesso dei mezzi di comunicazione e controllo degli individui. 
Inoltre concepisce la folla come un «superindividuo che assume corpo autonomo 
sul modello del suo leader».8 
 
La cosiddetta  Scuola di Francoforte , scuola filosofica e sociologica di stampo 
neomarxista, fece sua questa visione del pubblico mediatico: Theodor W. Adorno 
(1903-1969) e Max Horkheimer (1895-1973), due tra i piø celebri esponenti di 
questa scuola, sostenevano che «il pubblico di massa Ł vittima fatale [ ] dei 
processi di manipolazione sfruttamento che sono gli effetti  normali  dei mass 
media».9 Secondo McQuail (1997), questa convinzione si basava su un 
«condiviso e radicale assioma: la cultura dei mass media Ł una cultura di massa 
e, di conseguenza, il pubblico dei media Ł un pubblico di massa».10 Ne consegue 
che Ł la propaganda a fare facilmente presa su questo tipo di pubblico: «i grandi 
pubblici, anche in mancanza di altri punti di riferimento [ ], sono facilmente e 
fatalmente vittime di strategie di propaganda (dalla politica ai consumi) e di 
manipolazione del consenso».11 Ed Ł la propaganda ad essere, assieme al 
concetto di massa, l altro grande tema centrale della teoria ipodermica: secondo 
Mauro Wolf (1997) «si pu  descrivere [ ] il modello ipodermico come una 
teoria della e sulla propaganda».12 
 
La propaganda 
 
Lorenzo Manconi, nell incipit della sua opera La Propaganda scrive: «Ogni 
propaganda ha alla sua radice il pessimismo, naturalmente non confessato, verso 
                                                                                                                                                                  
5
 Ibidem, pagg. 21-22 
6
 LIVOLSI M, op. cit., pag. 264 
7
 WOLF M., op. cit., pag. 17 
8
 GRASSI C. (2002), Sociologia della comunicazione, Milano, Bruno Mondadori, pag. 6 
9
 LIVOLSI M., op. cit., pag. 264 
10
 Ibidem 
11
 Ibidem 
12
 WOLF M., op. cit., pag. 17 

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Informazioni tesi

  Autore: Paolo Maria Trabattoni
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Chiara Volpato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 48

FAQ

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