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Rapporto con Dio come esperienza di Attaccamento

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Anteprima della tesi: Rapporto con Dio come esperienza di Attaccamento, Pagina 3
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La Religione e il suo sviluppo 
 
Nella seconda parte approfondisco il tema della Religione dal punto di vista e 
psicologico e antropologico. La Religione è stata da piø psicologi studiata nelle sue 
numerosi componenti: Allport (1950) la definisce come un senso di chiamata e di 
fiducia totale che un soggetto, detto credente, ripone in una persona o entità 
trascendentale, che comunica con questa attraverso molteplici modalità, siano esse 
collettive o individualistiche. In seguito, lo psicologo americano definisce anche il 
sentimento che si lega a questo costrutto, quello della Religiosità, differenziabile in 
tipologia Estrinseca o Intrinseca. 
I concetti religiosi nascono nell’individuo fin dai primi anni della sua vita: e Freud 
(1905, 1913) e Allport (1950) tracciano due percorsi sulla nascita e crescita delle idee di 
Dio e della Sua percezione nell’individuo durante il corso della sua esistenza. 
Importante è la teoria di Rizzuto (1970) che esplica la differenza tra Immagine di 
Dio e Idea di Dio nell’individuo e nella società. A questa, faccio seguire un breve 
“percorso fotografico” di rappresentazioni di Dio così come viene immaginato e 
raffigurato sia dai bambini, che ne disegnano la propria percezione mentale, sia dalle 
civiltà dell’Uomo, che da sempre ha cercato di rappresentarsi il Trascendente. 
Importante è andare a cercare testimonianze bibliche della paternità di Dio: Dio è 
rivelato padre sia nel Nuovo che nell’Antico Testamento, ma in particolar modo è grazie 
a Gesø che arriviamo a concepirlo e sentirlo come Papà di ognuno di noi.   
Proseguo poi in questa parte confrontando e valutando se si possono ritrovare le 
sei componenti della relazione di Attaccamento Bambino-Caregiver teorizzate da 
Bowlby (1969) anche nel legame Dio-Credente. Esse si possono riscontrare anche nel 
rapporto di fede con l’Onnipotente, in cui questo si dimostra vero Caregiver in quanto 
porto sicuro, costante nella presenza vicino all’uomo, base sicura da cui partire per le 
personali esplorazioni e raggiungibile e accessibile attraverso la preghiera.      
 
La relazione di Attaccamento con Dio Padre 
 
La terza parte è l’unione delle due precedenti: essa conclude il percorso, 
approfondendo gli esiti, con le relative conseguenze, dell’intendere il rapporto con Dio 
come legame di Attaccamento, mostrandone le teorie, le modalità e le ricerche svolte 
nel tempo dalla Psicologia. Di particolare interesse ai fini di questa tesi, e di ciò che essa 
tratta, è la teoria di Kirkpatrick (1999): questi ipotizza l’esistenza di due possibili 
comportamenti messi in atto dal soggetto credente verso Dio, uno di tipo 
Corrispondente e uno di tipo Compensativo. Kirkpatrick, inoltre, prosegue i suoi studi 
approfondendo come i Modelli Operativi Interni influenzino la relazione col Padre.  
Arrivando alla conclusione, indico alcune ricerche che meglio aiutano a 
comprendere come la Psicologia ha studiato la relazione tra il Credente e Dio, gli 
strumenti di maggior rilevanza nello studio di questo costrutto, i limiti, i pregi mostrati 
nelle sperimentazioni e, infine, quali prospettive di ricerca si aprono nel futuro.

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Rapporto con Dio come esperienza di Attaccamento

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Informazioni tesi

  Autore: Emanuele De Santis
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze psicologiche
  Relatore: Daniela Raccanello
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 129

FAQ

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